Verso le comunali, centrodestra in fibrillazione per l’arrivo di Salvini: cosa dirà il leader leghista?

Sabato la visita dell’ex ministro per l’inaugurazione della sede provinciale del carroccio. E intanto si attendono sviluppi dal tavolo romano

È ormai tutto pronto per l’arrivo di Matteo Salvini a Reggio Calabria. Dopo Palermo e Messina, il leader del carroccio sabato mattina farà tappa a Reggio, in Via Miraglia, per inaugurare la nuova sede della Lega, per poi proseguire in una serie di visite che lo porteranno sul versante tirrenico della provincia di Reggio, per finire poi la giornata in quel di Tropea.

I quadri locali hanno chiesto a suo tempo un’attenzione particolare per la città di Reggio Calabria, e tutto fa supporre che Matteo Salvini abbia recepito l’importanza di piazzare una bandierina, se non di più, in riva allo Stretto. La visita di sabato a Reggio Calabria, per l’inaugurazione (alle ore 11) della sede provinciale di via Miraglia, assume quindi un significato che va oltre la campagna elettorale. E l’incontro voluto fortemente dai dirigenti locali anche con la cittadinanza e con i mass media si carica di significato anche alla luce del quadro, decisamente cambiato, rispetto agli equilibri all’interno della coalizione, anche in ambito nazionale.

Ciò che appare oggi quasi una certezza, è che la partita per la scelta del candidato, sarà rinviata fino a quando al tavolo ‘permanente’ romano, non saranno decise le ultime candidature per le Regionali che si svolgeranno nell’election day che fino al momento è fissato al 20 e 21 settembre prossimi. Solo dopo aver sciolto i nodi legati alla Campania e alla Puglia, il centrodestra affronterà la questione comunali. E sebbene siano più di mille i Comuni che rinnoveranno i propri Consigli, è pur vero che due sono le città “pesanti”, oltre i centomila abitanti che, politicamente parlando, possono rappresentare un’affermazione prestigiosa per chi riuscirà a vincere. Si tratta di Venezia e Reggio. Due estremi geografici di importanza strategica. L’attenzione sarà quindi altissima, anche perché offrire in tempi brevissimi al popolo di centrodestra, e più in generale alla cittadinanza, una candidatura alternativa alla eventuale riconferma di Giuseppe Falcomatà, è un fatto non più rinviabile.

Salvini, dunque, sarà a Reggio per parlare esclusivamente della posizione della Lega rispetto alle imminenti comunali. Potrebbe con un colpo di teatro chiedere che la scelta del sindaco sia di matrice leghista, avviando trattative serrate in quel tavolo romano, che fino al momento ha delegato Francesco Cannizzaro nella gestione delle scelte nella fase pre elettorale. Scelte che certo saranno condivise, o al massimo subite, ma che devono registrare una necessaria accelerazione. Oppure, il leader leghista, potrà decidere di lasciare le cose come stanno, in attesa di un radicamento più profondo del carroccio nella nostra città e nelle istituzioni metropolitane.

D’altra parte nessuno sta più a guardare. Fratelli d’Italia, dopo un momento di smarrimento post elezioni regionali, sta mettendo i puntini sulle ‘i’ affermando, con il suo commissario provinciale Denis Nesci, che Fdi ha il dovere di onorare la responsabilità che gli elettori hanno riposto nella fiamma: “Ragioniamo da primo partito del centrodestra – ha sottolineato Nesci alla riunione del coordinamento provinciale - non sacrificando mai il lavoro di squadra”. Concetto ribadito anche quando ha parlato più specificatamente della scelta del candidato sindaco del Comune di Reggio Calabria : “Nel pieno rispetto delle forze in campo, e riconoscendo il giusto valore degli alleati, FdI è pronta con idee e proposte a ragionare del futuro di Reggio Calabria. Ho sempre sottolineato, senza sottintendere fughe in avanti che per noi non è una questione di nomi, ma di programmi. Agli alleati ribadiamo come immaginiamo la nostra Reggio e l’intera area metropolitana. Abbiamo una visione d’insieme che si proietta ovviamente anche sui 96 comuni della provincia. Detto questo, abbiamo i profili giusti per sintetizzare questa visione, e li faremo presenti alla prima occasione utile. Adesso spetta a noi offrire alla città un’alternativa adeguata allo sfacelo prodotto dal centrosinistra”.

Dunque il percorso sembra ormai tracciato: il tavolo romano darà il via libera allo sprint finale o lasciando tutto nelle mani di Cannizzaro o rispettando l’idea originaria che vorrebbe la scelta del candidato in capo a Fratelli d’Italia. Solo dopo l’individuazione del nome, questo tornerà al vaglio del tavolo romano. A meno di sorprese dell’ultimo minuto…