Comunali Reggio, centrodestra grottesco: Salvini va al mare e la coalizione aspetta il suo candidato

A meno di 20 giorni dalla presentazione delle liste regna un silenzio che rischia di far saltare il banco

Niente da fare. Neanche per oggi il centrodestra reggino ha avuto il suo candidato a sindaco. L’attesa, ormai spasmodica in riva allo Stretto, si sta trasformando in una vera e propria telenovela.

Antonino Minicuci, da parte sua, dopo una settimana trascorsa in città, provando a smussare gli angoli dei partiti di una coalizione insofferente, è tornato proprio a Genova - città in cui ha esercitato il ruolo di direttore generale negli ultimi due anni - a presenziare all’inaugurazione del nuovo Ponte San Giorgio, senza venire a capo di una situazione che sta rasentando il grottesco.

E, con lui, sono rimasti delusi coloro che si aspettavano l’annuncio da parte di Matteo Salvini, direttamente dal capoluogo ligure. La vetrina dell’inaugurazione del Ponte san Giorgio, sarebbe d’altra parte calzata a pennello, con il personaggio Salvini, che spesso e volentieri in queste settimane ha accostato l’inaugurazione del viadotto sul Polcevera con l’immagine dell’uomo del Ponte che richiama alla mega infrastruttura che dovrebbe collegare le due sponde dello Stretto.

Ma la verità è che Salvini a Genova non ci è neanche andato. Le cronache nazionali lo danno in assetto vacanza a Milano Marittima. E i suoi, adesso, brancolano nel buio. Anzi, neanche loro, che hanno lavorato ad una seria alternativa a Minicuci, individuando un politico in quota lega in grado di riunire – dicono - le diverse anime della coalizione, sanno spiegarsi il perché dei silenzi del leader. Che sarà impegnato almeno fino a dopodomani tra Ventimiglia e Genova, senza avere in agenda un viaggio in Calabria.

Tuttavia, a poco meno di venti giorni dalla presentazione delle liste, i ritardi e le mancate presenze a Reggio da parte del leader del carroccio, fanno pensare ad una trattativa, se così si può chiamare, ad oltranza. Lo stesso Minicuci, negli scorsi giorni, avrebbe proprio inviato un messaggio di insofferenza a Salvini, per rappresentargli la sua delusione, ricevendo in risposta segnali di tranquillità.

La posizione di Forza Italia, però rimane molto critica al riguardo. Il lavoro, incessante, ai fianchi da parte del deputato Francesco Cannizzaro, convinto della non appetibilità del nome di Minicuci, rischia, per i più pessimisti, di spaccare in due la coalizione. La domanda è se veramente il nome alternativo individuato dalla Lega reggina possa far scendere la tensione e quindi ricompattare la coalizione.

Anche perché nel frattempo, oltre ad escludere dalla corsa la consigliera regionale Tilde Minasi, il fine settimana appena trascorso ha visto la finalmente ufficiale discesa in campo di Angela Marcianò, che ha nel frattempo incassato il sostegno di Fiamma tricolore.

La giuslavorista reggina non risponderebbe più ai profili accostati alla Lega, non appartenendo alla classe politica, ed avendo anticipato le mosse del carroccio annunciando la sua candidatura. Fatto sta che l’appartenenza familiare al mondo della destra reggina, fa di Angela Marcianò, un pericolo più che una risorsa per il centrodestra.

A meno che non si pensi, da più parti, che il miglior risultato è raggiungere il ballottaggio.