Comunali Reggio, la Marcianò affila le armi: ‘Quasi un anno fa fui eliminata da Falcomatà. È la mia medaglia sul petto’

L’aspirante candidata a sindaco riprende la campagna elettorale: ‘Quello di eliminarmi a qualunque costo, fu un atto vile’

Corsi e ricorsi storici al tempo del Covid e, forse, anche al tempo della campagna elettorale.

Così Angela Marcianò, in predicato di guidare una coalizione civica per la conquista di Palazzo San Giorgio, abbandona la quarantena elettorale per tornare in pista, un po’ come stanno facendo tutti gli altri candidati.

D’altra parte, l’emergenza sanitaria, ha messo a disposizione dell’uscente Giuseppe Falcomatà, intere praterie vergini di contenuti anche elettorali. Perché se è vero che il primo cittadino ha indossato dignitosamente la fascia tricolore in questo scorcio di “prorogatio”, affrontando in prima persona la pandemia, con prese di posizioni a volte impopolari, è anche vero che è stato l’unico a poter continuare una legittima campagna elettorale che si annuncia ora come una lotta… all’ultimo scranno, soprattutto se dovesse concretizzarsi l'ipotesi dell'election day a metà settembre.

Di “Fatti e Memoria” parla quindi Angela Marcianò, ricordando la IX edizione del premio “Gens Aurea”, conferitole il 29 maggio del 2017. Una data che è rimasta impressa nella memoria dell’aspirante candidata a sindaco, e non solo per l’emozione e la gratitudine che espresse nell’immediato. Ma anche per quello che di lì a poco sarebbe successo, politicamente parlando. E, occorre aggiungere, che, quello a cui si riferisce l’ex assessore della Giunta Falcomatà, generò una serie di polemiche, neanche tanto sottili, anche nell’opinione pubblica.

E il motivo lo spiega la stessa Marcianò attraverso un post sulla propria pagina facebook:

“Mentre ricevevo questo prestigioso premio, corredato dalla significativa motivazione che potete leggere, si tramava per ‘eliminarmi’, a qualunque costo, dall’ amministrazione della nostra città. Fatto avvenuto poco dopo, senza alcun contraddittorio, alle 7 del mattino mediante la notifica effettuata da due agenti della polizia municipale visibilmente mortificati. Ero al nono mese di gravidanza. Questo fu il primo regalo per un bambino che stava per venire al mondo, altro che tutele per donne e maternità!”

Seguono quindi due riflessioni che la dicono lunga sullo stato d’animo con cui Angela Marcianò si sta preparando alla battaglia politica:

“A quel tempo pensai ...che strane quelle revoche che colpiscono persone al contempo premiate per aver fatto un buon lavoro”.

Ed ancora:

“Oggi, guardando le condizioni della città, quella vile decisione, che mi ha ferito profondamente, è una medaglia che porto sul petto e la dedico a mio figlio con lo stesso orgoglio con cui gli dedicai quel premio”.