Filomena Iatì saluta il Consiglio Comunale, l’avv. Palmisani: ‘Non ha mai lesinato energie’
"Una bella pagina nella storia delle Sedute del Consiglio Comunale"
21 Aprile 2022 - 09:47 | dai lettori

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’avv. Pino Palmisani
Da circa un anno ho deciso di “disinteressarmi” della politica. Dopo circa 25 anni di impegno quale segretario provinciale dei Partiti (ccd, udc, centro popolare, dc per le autonomie) di ispirazione cattolica e popolare, periodo durante il quale mi sono “divertito”, cioè ho messo passione, entusiasmo, una modesta competenza a trovare intese, formule e sopratutto soluzioni ai problemi concreti della gente e del territorio, a volte riuscendovi ed a volte no, ho deciso che era il caso di riprendere completamente in mano la mia professione di Avvocato, peraltro mai abbandonata anche grazie al contributo di mio figlio Domenico, appassionato cultore del diritto e fiero avversatore della politica (quella di oggi, non quella di ieri).Ma coltivo sempre il sogno o il miraggio di vedere riunite le varie forze di ispirazione democristiana e non ho, comunque, smesso di seguire, informarmi, cercare di capire quanto andava e va succedendo sopratutto nella nostra Reggio.
Ed allora ho provato veramente piacere, e siccome sono anche un pò vanitoso, anche una sana, umana invidia per non essere stato tra gli attori, nel constatare quello che è stato il comportamento dell’Aula nel salutare la Consigliera Filomena Iatì giunta al termine del suo percorso in Consiglio.
La valida Collega già sapeva che il suo sarebbe stato un mandato a termine, per essere subentrata alla sospesa Avv. Angela Marcianò per soli 18 mesi e tuttavia in questo breve lasso di tempo non ha lesinato energie, impegno disinteressato nello svolgimento del suo ruolo di Consigliere di opposizione.
Le sue parole, le auguro di arrivederci, sono state sobrie, umili, equilibrate e rispettose e tutti i Consiglieri intervenuti, tanto di maggioranza quanto di minoranza, le hanno dato atto di un costume corretto, pur nella spigolosità della dialettica, e coerente e sempre proteso alla realizzazione del bene comune. Mi piace definirla una bella pagina nella storia delle Sedute del Consiglio Comunale.
Poi, però, penso alle tante passerelle, ostentazioni che tanti dei nostri amministratori, comunali e metropolitani, propugnano a piè sospinto, sintomo di un protagonismo che mal si attaglia al ruolo pubblico rivestito che invece presume e pretende silenzio operoso e attivismo sordo e sopratutto onestà intellettuale, difficile da ritrovare nei giovani amministaratori colpiti dall’ebbrezza del consenso, per esempio nel non rivendicare quanto è invece palesemente opera di altri.
Nella sobrietà si manifesta tutta la premura per l’altro, partendo, appunto, da un “io” consapevolmente sobrio che rifiuta l’ebbrezza dei consumi, dell’accumulo, dei riflettori. Ma la sobrietà comprende queste importanti dimensioni culturali e politiche. La domanda è : ci sono oggi queste dimensioni culturali e politiche ?
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