Reggio non si broglia: 'Che fine ha fatto il Consiglio comunale aperto?'

Il comitato Reggio non si broglia torna a discutere della mancata convocazione del Consiglio comunale aperto a Reggio Calabria

Il vaso di Pandora torna ad essere scoperchiato e da lì tornano a galla tutti i mali che avvolgono la città, fra cui i brogli delle elezioni comunali del 2020 a Reggio Calabria che sono ancora oggetto di indagini da parte degli inquirenti. E proprio in riferimento ai presunti voti falsi si è costituito, diversi mesi fa, il Comitato contro i brogli che ha creato una petizione per richiedere all'amministrazione un Consiglio comunale aperto. Scendendo in piazza, di settimana in settimana, "Reggio non si broglia" ha collezionato tutte le firme necessarie ma, pur avendo presentato regolare documentazione, la richiesta sembra essere finita nel dimenticatoio.

Che fine ha fatto il Consiglio comunale aperto

Minicuci ne ha parlato nel corso dell'ultima riunione dell'ente di palazzo San Giorgio, citando il consiglio comunale aperto fra le "bugie" del sindaco Falcomatà e, nella giornata di oggi è arrivata anche la nota del Comitato che tanto si era speso per presentare formale richiesta al Comune.

"Nel mentre un sempre più delegittimato Consiglio Comunale dibatte su temi quali la mozione sulla creazione dei corridoi umanitari per l’emergenza in Afghanistan o il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto (un tema, quello dei morti, specie se votanti, evidentemente caro a più di un consigliere in carica…), o ancora la vitale questione riguardo la “mozione per la diffusione dei fasciatoi ed aree di allattamento dei bambini all’interno di Palazzo San Giorgio”, rimane ad oggi ancora scandalosamente inevasa la richiesta legittima che ha portato nel marzo scorso centinaia di reggini a firmare in piazza per richiedere la convocazione di un consiglio comunale aperto a tutti e con un solo tema all’ordine del giorno: la vergognosa questione dei brogli elettorali perpetrati esattamente un anno addietro.

Evidentemente giace in qualche autorevole cassetto, la richiesta corredata da tutta la documentazione che impone la legge e in particolare l’articolo 36 del regolamento sulla partecipazione popolare e dello statuto comunale che fu presentata agli uffici comunali il 18 marzo scorso.
Mesi e mesi di imbarazzanti silenzi, intervallati da incontri e aperture istituzionali prettamente dilatorie. Il comitato ReggìoNonSiBroglia, si ricorderà, incontrò nei giorni successivi persino il Prefetto, il dottore Massimo Mariani, il quale rassicurò tutti sul fatto che l’amministrazione comunale, nella persona del presidente del Consiglio, Enzo Marra, sarebbe stata interpellata a breve per capire quale fosse il motivo della mancata convocazione del consiglio comunale aperto."

"Richiesta disattesa e abbandonata"

"Neppure tale richiesta, sollecitata con diverse comunicazioni del Comitato, ha avuto alcun seguito, neanche dopo l’incontro in Commissione controllo e garanzia che, recependo la sollecitazione del Comitato, aveva convocato Falcomatà e Marra i quali dichiararono che la bella stagione avrebbe certamente consentito in spazio adeguato la convocazione del Consiglio aperto.
Ebbene, passata l’estate è giunto l’autunno e si approssima l’inverno, ma ad oggi la richiesta è disattesa e abbandonata al silenzio doloso di questa classe politica che, purtroppo, avvolge la Città da tanti, troppi, anni.

Si può ragionevolmente commentare che se la vicenda Miramare è l’esempio dell’arroganza istituzionale, i brogli ne rappresentano invece l’epilogo grave ed ingiustificabile. Sia la Politica, in un sussulto di dignità e vigore, a trovare la via della legittima rimostranza popolare che mandi a casa, al di là di sentenze giudiziarie, questa amministrazione".