Consiglio regionale, fumata nera per l’elezione del nuovo Presidente. L’opposizione non ha votato

Dopo l'arresto di Domenico Tallini e le conseguenti dimissioni dibattito in aula sull'opportunità del nuovo voto. Assemblea aggiornata a domani

Non sarà, almeno per oggi, Giovanni Arruzzolo a condurre il Consiglio regionale fino allo svolgimento delle prossime elezioni regionali.

Fumata nera per il Presidente del Consiglio regionale

Al Consiglio che opera in regime di prorogatio e quindi tenuto a riunirsi solo per gli atti indifferibili e urgenti, non sono infatti bastate due votazioni per eleggere il temporaneo presidente dell’Assemblea, individuato dalla maggioranza nel politico della Piana di Gioia Tauro. D’altra parte, l’opposizione ha rinunciato alla votazione, considerando inopportuna l’elezione messa all’ordine del giorno di un Consiglio che avrebbe dovuto affrontare anche l’assestamento di Bilancio e l’approvazione dei Rendiconti di diverse aziende regionali.

La doppia votazione, arrivata dopo una sospensione decretata dal vicepresidente Luca Morrone, per l’occasione facente funzioni al posto di Tallini, ha visto la partecipazione di soli 19 consiglieri, per altrettanti voti raccolti dall’esponente di Forza Italia. Voti che però non sono risultati sufficienti. È lo stesso Morrone a comunicare all’aula che poiché non si è raggiunta la maggioranza dei voti richiesti dal secondo scrutinio, ai sensi dell’art. 20 dello Statuto, dichiarando chiusa la seduta ed aggiornando il Consiglio a domani pomeriggio.

Tra ‘atto dovuto’ e ‘inopportunità politica’

Le dimissioni formalizzate lo scorso 21 novembredell’ormai ex presidente Domenico Tallini, arrestato nell’ambito dell’operazione Farmabusiness, della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, impongono all’assemblea l’elezione di un sostituto. Almeno per la maggioranza di centrodestra.

Prima di entrare nel vivo del dibattito, l’assemblea ha proceduto alla surroga di Tallini con il primo dei non eletti della lista di Forza Italia nella Circoscrizione centro, Frank Santacroce.

Per l’opposizione sarebbe stato sufficiente, quanto necessario, affidare il timone di Palazzo Campanella al vicepresidente. Il primo a parlare di “inopportunità” politica è stato Francesco Pitaro (Misto) secondo cui questo modo di fare “amplifica la frattura già esistente tra comunità e politica, dando una immagine disallineata rispetto alle esigenze reali dei calabresi”.

Nicola Irto (Pd) dopo aver dato atto a Tallini di essersi dimesso per tutelare l’istituzione, pone l’attenzione su quello che definisce “un tema gigantesco” che è quello del rapporto della politica con il territorio e con la ‘ndrangheta.

“Non possiamo far finta di nulla, va fatta riflessione sul fatto che i partiti devono avere un approccio di trasparenza in vista delle elezioni regionali. Dobbiamo assumerci impegno etico e concreto già in sede di formazione delle liste”.

A fargli eco anche il collega di partito Carlo Guccione:

“È il primo presidente di un Consiglio regionale arrestato con quel tipo di accuse. Non si può non affrontare il tema. Io sono un garantista, ancor di più di fronte agli avversari. Ci sarà un giudice terzo che dirà alla Calabria se Tallini ha sbagliato, ma il nodo c’è, ed è quello del rapporto tra ‘ndrangheta e politica e tra ‘ndrangheta e sanità, che rappresenta il 68% del bilancio dell’Istituzione regionale”.

Per Guccione i partiti e le istituzioni devono introdurre anticorpi che in questo momento non ci sono. “Le Istituzioni sono esposte alle infiltrazioni” sbotta, proponendo poi una sorta di patto elettorale per introdurre “elementi” nella formazione delle liste a garanzia di tutti quanti.

Il centrodestra da parte sua esprime coralmente solidarietà e vicinanza a Tallini, sostenendo che l’elezione del presidente è un atto dovuto. L’assessore Gallo chiede all’aula di non rinviare ad altra seduta l’eventuale terza votazione occorrente per l’elezione del neo presidente.

Antonio De Caprio, presidente della Commissione Antindrangheta - nella speranza che Tallini riesca risolvere il problema che lo ha visto coinvolto – ribadisce che è necessario mettersi contro qualsiasi tipo di contaminazione tra ndrangheta e politica.

“Solo se in Calabria e nel Meridione si raggiungerà tale maturità potremmo domani raccontare di una terra sicuramente migliore. Convocherò la Commissione per una audizione circa la legge antindrangheta che creò polemiche nella scora legislatura. Voglio capire se quella legge sia stata applicata e se no, perché”.