Coronavirus, addio a Mimmo Crea. Don Giovanni: 'Uomo serio e diligente'

"Il paese è nel panico", afferma il sacerdote. E il messaggio della sorella diffuso oggi su whatsapp e diventato virale ha alimentato la paura.

La famiglia di Domenico Crea, prima vittima in Calabria per coronavirus, è fortemente provata dal dolore. Si è chiusa in casa e sia la moglie che la figlia sono in quarantena.

Anche gli altri figli, al momento del decesso al nord Italia, sono rientrati a Reggio Calabria e si trovano in 'isolamento forzato'. Dopo la disgrazia e lo schock per la perdita del proprio padre non hanno avuto nemmeno la possibilità di un abbraccio collettivo, né di stringersi insieme nel dolore.

Domani si terrà un momento di preghiera alle ore 10:00 nella piccola frazione di Masella in diretta FB proprio per offrire a tutti l'occasione di partecipare al dolore.

"La moglie non si da pace ed è distrutta - spiega ai nostri microfoni Don Giovanni Gattuso - Mimmo è morto improvvisamente per coronavirus e non aveva particolari problemi di salute. Era un uomo tutto casa e chiesa".

Domenico Crea era un uomo serio, diligente e dedito al lavoro. Il parroco di Montebello Jonico esclude con certezza che possa essere proprio lui ad aver portato il virus in paese.

"Voglio chiarire subito che né Mimmo né la figlia sono andati al nord e sicuramente non sono stati loro a portare il virus a Masella. Casa, chiesa e lavoro, questi erano i suoi spostamenti".

L'uomo, originario di Montebello Jonico, apparteneva ad una famiglia fortemente religiosa ed era da sempre vicino alla Chiesa.

"Non mancava mai la domenica a messa, era ministro straordinario e lo faceva con gioia e tanto zelo. Distribuiva l'eucarestia ed era sempre presente e vicino alle difficoltà in parrocchia anche oltre gli orari di lavoro".

Era una persona semplice che sapeva affrontare le difficoltà della vita con il sorriso tra le labbra.

"Conoscevo Mimmo da sette anni, era sempre sorridente, disponibile ed obbediente alla Chiesa".

Quanto al contagio Don Giovanni Gattuso ha una sua idea ben precisa.

"Era una persona ed un professionista sempre disponibile e quindi presumo che nell'ambito lavorativo abbia contratto il virus all'interno degli uffici dell'amministrazione comunale".

Domenico Crea lavorava all'interno dell'ufficio tecnico ed aveva numerosi contatti e rapporti con terzi. Intanto il sindaco di Montebello Jonico è stato sottopost0 a tampone e si attende in serata o al massimo domani l'esito dell'esame.

"In queste ore, grazie alla sinergia tra il Comune, le istituzioni, l'Arma dei Carabinieri e la Protezione Civile si sta cercando di risalire al luogo del contagio proprio per contenere il virus. E' un periodo molto difficile, il paese è nel panico - conclude Don Giovanni - e il panico genera tante bufale che fanno male. E' importante stringersi in silenzio e rispettare il dolore della famiglia".

Infine Don Giovanni ci conferma la veridicità del messaggio audio diventato virale su WhatsApp proprio nella giornata di oggi ed inviato dalla sorella di Domenico.

"E' un messaggio che allarma ma che non doveva essere diffuso. Purtroppo il panico fa più vittime del coronavirus. Adesso è il momento del dolore. Solo in un secondo momento si vedrà se ci saranno responsabilità precise..."