Operazione Eyphemos, chiuse le indagini per i 77 indagati

Tra gli indagati dalla Dda di Rggio anche il senatore Marco Siclari e l'ex consigliere regionale Domenico Creazzo

Sono 77 in totale gli indagati dell’operazione Eyphemos che nei giorni scorsi si sono visti recapitare l’avviso di conclusione indagini – generalmente atto prodromico alla richiesta di rinvio a giudizio – da parte della distrettuale antimafia dello Stretto. Stringono i tempi quindi per un’inchiesta importante che avrebbe scovato, ancora una volta, inconfessabili intrecci tra il crimine organizzato e la politica, anche ai massimi livelli.

Nella rete tesa dalla squadra mobile di Reggio infatti sono caduti alcuni tra gli esponenti più importanti della Locale di Sant’Eufemia legati allo storico clan degli Alvaro assieme ad alcuni nomi eccellenti del panorama politico locale e nazionale.

Operazione Eyphemos - A braccetto con la politica

Marco Siclari

Il nome più “pesante” finito nel registro degli indagati è certamente quello del senatore di Forza Italia Marco Siclari – per cui i magistrati di Reggio avevano chiesto l’autorizzazione a procedere alla camera alta del Parlamento – accusato di avere accettato l’aiuto elettorale della cosca Alvaro in occasione delle elezioni politiche del 2018 che lo portarono a palazzo Madama. “Favore” restituito, sostengono gli inquirenti, con l’aiuto per il trasferimento di una dipendente delle poste figlia di un affiliato importante.

Domenico Creazzo

L’operazione che nel febbraio scorso portò a oltre 60 arresti, coinvolse anche Domenico Creazzo, ex sindaco di Sant’Eufemia, che era stato eletto da una manciata di giorni al consiglio regionale della Calabria nelle fila di Fratelli d’Italia (che lo sospese immediatamente). Anche per lui, in un copione che come sostiene il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri si fa sempre più comune, l’accusa è di avere contrattato un importante pacchetto di voti in cambio di interessi da restituire una volta raggiunto lo scopo.

Problemi per il Comune di Sant'Eufemia

Gli arresti della distrettuale antimafia poi provocarono un vero e proprio terremoto nella politica locale visto che, oltre all’allora primo cittadino, vennero fermati anche il suo vice Cosimo Idà, il presidente del consiglio comunale Angelo Alati e un membro dell’opposizione, Domenico Forgione, oltra ad una serie di dirigenti impiegati in municipio. Arresti che provocarono, lo scorso 7 settembre, lo scioglimento del comune aspromontano per le gravi infiltrazioni della ‘ndrangheta.