Richiesta di arresto Senatore Siclari: le motivazioni degli investigatori

Dalle indagini emerge un accordo illecito tra l’allora candidato al Senato ed una famiglia mafiosa reggina

Ancor prima delle ultime elezioni regionali, era emersa l’operatività della cosca eufemiese, con LAURENDI Domenico in testa, in vicende squisitamente politiche. Il riferimento è alle elezioni politiche del 2018, quando venne eletto Senatore della Repubblica SICLARI Marco. In quella campagna elettorale, veniva raggiunto tra Marco SICLARI e gli ALVARO [per il tramite di LAURENDI] un accordo illecito funzionale allo scambio di utilità corrisposte dai candidati con il sostegno offerto dalla famiglia mafiosa. Un servizio di osservazione svolto dagli investigatori documentava che in data 28.02.2018 c’era stato un incontro, pure tenuto riservato, tra LAURENDI Domenico e l’allora candidato al Senato SICLARI Marco, mediato dal medico GALLETTA Giuseppe. L’incontro, durato circa mezz’ora, si era svolto a Reggio Calabria, presso la sede della segreteria politica di SICLARI Marco.

Nel corso delle intercettazioni, LAURENDI Domenico chiedeva al sodale LUPOI Natale di appoggiare politicamente il candidato SICLARI ed emergeva altresì che il giorno delle elezioni lo stesso LAURENDI si era impegnato a dare indicazioni ad alcuni elettori affinché esprimessero la loro preferenza per SICLARI al Senato, definendolo “amiconostro”.

Le analisi del dopo voto evidenziavano che SICLARI Marco era stato eletto Senatore della Repubblica nel collegio uninominale n. 4 della Calabria con una percentuale del 39,59%, riuscendo ad ottenere a Sant'Eufemia d' Aspromonte 782 voti, pari al 46,10%, mentre nel limitrofo Comune di Sinopoli 435 voti, pari al63,41%. In pratica, nei comuni di Sinopoli e Sant'Eufemia d’Aspromonte, Marco SICLARI aveva conseguito una percentuale di voti ben più alta della media provinciale. Dopo il successo elettorale, tra maggio e giugno 2018, LAURENDI Domenico presentò, per così dire, “il primo conto”, sollecitando un intervento del Senatore SICLARI affinché una persona di suo interesse, parente di LUPOI Natale, ottenesse il trasferimento presso la sede di Messina di Poste Italiane.

Tale trasferimento veniva ottenuto [con decorrenza 17.2.2020] attraverso un articolato stratagemma emerso nel prosieguo delle indagini. In altri termini, nell'anno 2019 il posto di lavoro a Messina per la dipendente di Poste Italiane che interessava a LAURENDI Domenico era stato creato ad hoc, evidentemente quale contropartita all’appoggio elettorale, non essendoci alcun bisogno di Personale [come emerso dalle indagini] per la qualifica ricoperta da quel soggetto prima che lo stesso presentasse domanda di mobilità.