Crisi a Palazzo San Giorgio, Lamberti: 'Le poltrone hanno l'attak, ci aspetta una 'ribollita''

"Sarebbero dovuti andare tutti a casa. Ma le poltrone, si sa, hanno l’attak", le dure parole del dott. Lamberti Castronuovo

Palazzo San Giorgio sempre più in bilico.

Reggio rimane col fiato sospeso in attesa delle decisioni del Partito Democratico. Dopo l'incontro di ieri con Paolo Brunetti la delegazione dem ha mostrato il pugno duro insistendo con l'azzeramento della Giunta. Il PD è quindi disponibile ad un accordo e alla prosecuzione dell'amministrazione comunale a patto di un 'colpo di spugna'. In attesa degli incontri romani di oggi e del confronto del sindaco f.f. con la maggioranza, non si placa la polemica in città.

Tutti contro Falcomatà

Tutti sembrano essere contro il sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà, che ha fatto, attorno a sé in questi giorni 'di fuoco' terra bruciata. Anche il dott. Eduardo Lamberti Castronuovo ha commentato in maniera negativa le scelte del sindaco sospeso:

"Partiamo dall'inizio. Falcomatà ha sbagliato sin da subito a non dire la verità ai giornalisti nel pomeriggio del 19 novembre all'uscita dell'aula Bunker. E’ incorso purtroppo in un gravissimo errore. Perchè non dire subito la verità ai giornalisti? Sembrava un pugile suonato. Una persona intelligente come lui non si può permettere il lusso di fare una affermazione del genere. Inoltre nella sua gestione non si è saputo scegliere i compagni di viaggio".

Per il dott. Lamberti l'amministrazione del sindaco sospeso ha fallito.

"La cattiva amministrazione della città è dovuto all'incapacità politica ed amministrativa di più persone. Così come nell'orchestra la colpa non è del direttore ma di chi stecca, anche nell'amministrazione pubblica, la colpa non è mai di una sola persona ma di più soggetti".

Lamberti attacca il PD e il centrodestra: 'Non hanno gli attributi'

Da parte del dott. Lamberti piovono critiche anche sul centrodestra.

"Il centrodestra sta dimostrando di non avere gli attributi. Tutti gli esponenti dell'opposizione sarebbero dovuti andare a casa. Ma le poltrone, si sa, hanno l’attak. A Palazzo San Giorgio il terremoto c’è già stato. Il terremoto non è stato causato dalla sentenza, ma dal bradipismo portato avanti in questi mesi".

Poi l'affondo e la delusione dell'imprenditore ed editore dott. Lamberti Castronuovo.

"Questa città non è più la mia. Le ultime elezioni sono state drogate da gente venuta da Roma ad imporre il candidato. Il voto, ripeto, è stato drogato, non siamo più in democrazia. E’ un modo di fare politica che non ci sta più a cuore. L'ultimo candidato del centrodestra l’ha scelto Salvini e, cosa ancora più grave, qualche reggino ha calato la testa. Minicuci poi ha straperso. Non ci va più bene quel tipo di politica becera. Certo il PD non mollerà la preda ma la vecchia politica non ha più ragione di esistere. Se il PD avesse un minimo di buon senso direbbe ‘qui abbiamo fallito’ e invece l'arroganza del potere non farà in modo che ciò avvenga".

Futuro in bilico

Infine gli chiediamo come finirà il secondo tempo del sindaco sospeso dalla sentenza Miramare.

"Nessuno di fatto ha interesse a far cadere il comune viste anche le ingenti risorse che arriveranno. Anche se andrà avanti l'amministrazione Falcomatà si spegnerà per consunzione. La città è stanca. Non se ne può più. E’ consapevole Falcomatà voleva amministrare ma non ha saputo amministrare. Ha scelto persone non adeguate. La città è sottozero. La città per sollevarsi dovrebbe avere una nuova classe politica. La solita minestra rivoltata, per dirla alla fiorentina una ‘ribollita’.