Napoli vicina al crac, de Magistris smentisce le dimissioni da sindaco: ‘Finisco il mandato e vinco in Calabria’

Il candidato alla Presidenza alle prese con la grana Bilancio. Il dissesto non gli permetterebbe l’avventura politica nella nostra terra

“È destituita di ogni fondamento la voce falsa di mie possibili dimissioni. Arriverò alla fine del mandato per poi diventare presidente della Regione Calabria”.

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli e candidato alla presidenza della Regione in tandem con Carlo Tansi, ha dovuto smentire le voci – rilanciate dal quotidiano IlMattino - che lo vorrebbero dimissionario, in un momento cruciale e delicato per il Comune di Napoli che, a poche settimane dall’approvazione del Bilancio, segna -270 milioni di euro alla voce debiti. Una voragine creatasi dopo anni di lotte con la Corte dei Conti, e anche per effetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha praticamente cancellato lo spalmadebiti a 30 anni.

Le dimissioni, dunque, sarebbero servite a De Magistris (che le ha prontamente e con forza smentite) per lasciare le cose così come stanno, evitando di dichiarare il dissesto per la città partenopea.

La partita doppia

Ma De Magistris gioca una partita doppia. Al Comune di Napoli e in Calabria. E le cose sarebbero anche legate tra di loro. Almeno per le malelingue che l’ex magistrato ha provato a mettere nell’angolo. D’altra parte, secondo i detrattori, il sindaco avrebbe preferito la via dell’immobilismo per non pregiudicare il proprio futuro politico. Infatti, la dichiarazione di dissesto al Comune di Napoli, dove il deficit (fonte IlMattino.it, ndr) ammonta a 2,7 miliardi, con l’arrivo di un Commissario, non permetterebbe a De Magistris di candidarsi in Calabria. Da qui le voci delle sue dimissioni, per così dire strategiche.

Il “salva conti”… per tutti

Tuttavia, De Magistris non ha solo smentito le voci sulle dimissioni. In questi giorni ha sgomitato, provando a farsi sentire dal Governo, chiedendo a gran voce un intervento risolutivo, per provare ad evitare il crac al Comune.

“Così non si può andare avanti – ha detto appena un paio di giorni fa ad una emittente radiofonica -. Finalmente un po' tutti si stanno rendendo conto che se non si interviene c'è il rischio che circa 2 mila comuni, tra cui Napoli e Torino, vadano, non per loro colpe, in dissesto perché lo Stato non è in grado di fare norme ad hoc, taglia e non mette risorse. Così finisce anche quella litania dei politicanti da quattro soldi della norma 'Salva Napoli' che non c'è mai stata a differenza di quanto fatto negli anni per altre città’’.

Tra queste “altre città”, si potrebbe collocare anche Reggio Calabria che ha evitato il dissesto, chiesto a gran voce dalla Corte dei Conti, grazie al Decreto Agosto che ha assegnato complessivamente alla città dello Stretto un totale di 140 milioni (di cui 70 milioni per il 2020, 35 milioni per il 2021 e 35 milioni per il 2022) che insieme alla conferma di tutte le altre misure economiche su procedure esecutive, transazioni e deliberazioni della Corte dei Conti, consentiranno l'approvazione del bilancio 2020.

Insomma, per dirla con Falcomatà, si sono chiusi i conti col passato. Con un debito da più parti – anche dal sindaco di Napoli – definito “ingiusto”. Gli stessi conti che vuole chiudere de Magistris, prima dell’avventura in terra di Calabria.