Domotek, Polimeni: ‘Abbiamo scritto un pezzo di storia. Questa Coppa è per Reggio Calabria’
La dedica: "Personalmente la faccio a tutte le persone a cui ho dovuto rinunciare per poter lavorare duramente, per poter completare i miei studi"
10 Marzo 2026 - 09:51 | Redazione

Non è solo una vittoria, è un’eredità emotiva. Mister Antonio Polimeni, tecnico della Domotek Volley, si concede a 360 gradi dopo il trionfo in Coppa Italia Del Monte di Serie A3. La sua voce è ancora piena di quell’emozione vissuta sul parquet e sugli spalti di un impianto, quello di Belluno, trasformato in un tempio laico della pallavolo.
All’Aeroporto, c’è un numero considerevole di tifosi, familiari, amici, appassionati e non solo.
“Accoglienza bellissima e Reggio Calabria che risponde per l’ennesima volta“, esordisce Polimeni, “sono stati momenti altissimi per tutta la città, per tutta la comunità, per tutto l’orgoglio reggino. Un momento straordinario che porteremo tutti nel cuore. Ed è solo l’inizio“.
Un inizio che ha il sapore della leggenda. La Domotek, sotto 2-0 in finale contro la corazzata Conad Reggio Emilia, ha ribaltato tutto portando a casa il primo trofeo nazionale della storia per la pallavolo cittadina.
“La storia la scrive chi arriva primo, gli altri possono solo leggerla“, scandisce Polimeni con orgoglio. “Noi abbiamo scritto un pezzo di storia per Reggio Calabria. È indescrivibile perché è il primo trofeo a livello nazionale per la nostra città nella pallavolo. Siamo felici di aver scritto il nostro nome in queste pagine memorabili“.
Il merito, secondo il tecnico, va oltre lo schema tattico. “Sono contento per i ragazzi perché hanno dimostrato veramente di metterci quel qualcosa in più, al di là dell’aspetto tecnico, che secondo me è risultato determinante sia nella prima contesa che nella seconda“.
Un pensiero speciale va ai tifosi, veri protagonisti di questa cavalcata. “Sono stati incredibili,come d’altronde tutto il tifo. Non ci aspettavamo così tanta gente al seguito. Ci hanno fatto sentire come in casa e, credetemi, abbiamo provato le stesse emozioni“.
Uno dei momenti clou della finale è stato un time out chiamato da Polimeni in un frangente delicatissimo. Una mossa che non è passata inosservata.
E a certificare il valore dell’uomo e dell’allenatore, sono arrivate parole pesanti come macigni. Sono arrivati anche i complimenti pubblici di uno dei tuoi mentori assoluti, Billy Gurnari, che ha detto: “Sono orgoglioso che un allenatore reggino al 100% sia arrivato così in alto“.
Polimeni accoglie il tributo con commozione e determinazione: “Mi fa felice. Certe parole escono da bocche importanti e competenti come quelle di Billy. Per me non è un punto d’arrivo, devo continuare a macinare sogni e cercare poi di vestirli da obiettivi. Non è mai facile, però lavoriamo duramente per questo“.
Ora la Domotek è chiamata a confermarsi, con il campionato in corso, con la decisiva gara di domenica in casa contro Lecce e la Supercoppa all’orizzonte nel mese di Aprile. “Le responsabilità ce le siamo messe sulle spalle già l’anno scorso“, ricorda Polimeni, “quando all’esordio in Serie A abbiamo raggiunto uno storico secondo posto e la semifinale in condizioni disagiate per infortuni gravi che ci hanno decimato. Quest’anno abbiamo raccolto il meglio di quello che il mercato ci offriva. Siamo felici di averlo fatto perché abbiamo azzeccato uomini e atleti. Noi mettiamo prima gli uomini, al primo posto. I risultati sul campo sono spesso una conseguenza“.
E sul futuro e sul rapporto con la città: “Vincere aiuta a vincere, l’entusiasmo aiuta a creare entusiasmo. Siamo contenti di averlo fatto a Reggio Calabria, che ha un pubblico oltremodo caloroso. Il nostro mestiere non è facile, le pressioni sono all’ordine del giorno, ma abbiamo le spalle larghe e un gruppo di dirigenti straordinari“.
Il momento più intenso arriva alla fine, quando gli chiedono una dedica. “Personalmente la faccio a tutte le persone a cui ho dovuto rinunciare per poter lavorare duramente, per poter completare i miei studi. Ho fatto una vita veramente molto sacrificata e questo mi ha tolto il tempo ai miei cari, soprattutto quelli che non ci sono più. La dedica va sempre a loro. Il tempo perduto, in qualche modo devo cercare di ripagare quello che mi è stato dato e io non ho potuto ripagarlo. Questo è l’unico modo che ho per farlo“.
