Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI ACCEDI

Elezioni Reggio, difesa Megale: ‘Nessuna violazione, ha pieni diritti’

"Sanzione basata su un sospetto, non su un fatto accertato". La difesa di Eleonora Megale chiarisce la non conformità al codice di autoregolamentazione

Palazzo San Giorgio Comune Reggio Calabria (2)

“Si apprende dalla stampa che la candidatura al Consiglio Comunale di Reggio Calabria della Sig.ra Megale Eleonora Maria Pia è stata segnalata come in violazione dell’art. 1, comma 1, lettera n) del codice di autoregolamentazione.

La contestazione mossa alla candidatura della mia assistita si fonda esclusivamente sull’applicazione di un codice di autoregolamentazione, un atto di natura politica e non legislativa, che stabilisce criteri di “opportunità” etico-politica per le candidature, i quali si pongono al di fuori e al di là dei requisiti di candidabilità stabiliti per legge”. E’ quanto si afferma in una nota del legale di Eleonora Megale.

“Il cardine di ogni sistema di diritto penale liberale e democratico è il principio di non colpevolezza, sancito dall’articolo 27, comma 2, della Costituzione, secondo cui “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

La Sig.ra Megale, allo stato attuale, è semplicemente un’imputata. Il rinvio a giudizio non costituisce in alcun modo un’affermazione di responsabilità penale, ma rappresenta unicamente la valutazione preliminare di un giudice (il GUP) circa la non manifesta infondatezza della notizia di reato, tale da rendere necessario un approfondimento dibattimentale. È il processo, con il contraddittorio tra accusa e difesa, la sede esclusiva per la formazione della prova e l’accertamento della verità processuale.

Far discendere una conseguenza così grave e stigmatizzante come la “violazione” di un codice etico, con la conseguente etichetta di “incandidabilità” o “impresentabilità”, dalla mera pendenza di un processo penale, significa anticipare un giudizio di colpevolezza che la Costituzione vieta espressamente. Si tratterebbe di una sanzione (seppur politica) basata su un sospetto, per quanto qualificato, e non su un fatto accertato..

L’ordinamento giuridico italiano disciplina in modo tassativo le cause di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di governo, principalmente attraverso il D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 231 (c.d. Legge Severino). Tale normativa, oggetto di attento scrutinio costituzionale, ricollega le sue conseguenze a sentenze di condanna, e in molti casi a condanne definitive.

Il codice di autoregolamentazione, al contrario, è un atto di “soft law”, privo di forza cogente per l’ordinamento generale. Sebbene persegua finalità etiche lodevoli, la sua applicazione non può spingersi fino a comprimere diritti costituzionalmente garantiti, come il diritto di elettorato passivo (art. 51 Cost.), in misura superiore a quanto previsto dalla legge ordinaria.

Un’interpretazione del codice di autoregolamentazione che equipari il rinvio a giudizio a una causa di “impresentabilità” si pone in frizione con il principio di legalità e di tassatività delle cause di limitazione dei diritti politici, creando di fatto una nuova forma di incandidabilità non prevista dal legislatore e basata su un giudizio prognostico di colpevolezza.

La segnalazione della candidatura come “in violazione” del codice di autoregolamentazione produce un grave danno all’immagine e alla reputazione della candidata, influenzando la percezione dell’elettorato e ledendo il suo diritto a competere nella tornata elettorale ad armi pari”.

Prosegue la nota.

“Tale misura appare sproporzionata rispetto alla fase processuale in cui si trova il procedimento a suo carico. La pendenza di un processo, avviato oltre quattro anni fa (rinvio a giudizio del 5 novembre 2021) e ancora in fase dibattimentale non può giustificare una così drastica compromissione dei suoi diritti civili e politici.

La presunzione di innocenza deve prevalere fino a prova contraria, prova che può emergere solo al termine del percorso giudiziario, e che di certo esiterà in modo favorevole ad Eleonora Megale”, conclude la nota firmata dall’avv. Natale Polimeni.

Leggi anche

Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?