Elezioni regionali, tour de force elettorale per Salvini a Riace e Gioia Tauro

Si sta per concludere il tour de force elettorale

Si sta per concludere il tour de force elettorale di Matteo Salvini in provincia di Reggio Calabria. Nell’agenda del leader della Lega che ieri ha inaugurato la sua due giorni calabrese a Lamezia Terme, passando in mattinata a Catanzaro, dove ha incontrato il procuratore Nicola Gratteri. Intorno a mezzogiorno, invece, tappa a Riace, paese jonico simbolo dell’accoglienza, che con Salvini ministro degli Interni ha visto tramontare un’esperienza finita sulle scrivanie dei giudici. Infine, nel pomeriggio, a Gioia Tauro, prima di concludere la due giorni nel cosentino.

L’incontro con Gratteri

Salvini lo definisce “cordiale, costruttivo e positivo”. Il leader della Lega lo ha incontrato a Palazzo di Giustizia per esternare il proprio sostegno all’attività del magistrato:

“Totale sostegno al procuratore, simbolo della lotta alla ‘ndrangheta, con ogni mezzo necessario. Chi sceglie la Lega, in Calabria come in Emilia Romagna, sceglie la guerra contro la mafia e la ‘ndrangheta. Sostegno al procuratore Gratteri e alla sua missione per ripulire e risanare la splendida Calabria”.

A Riace piazze contrapposte

Dopo Catanzaro, l’appuntamento più atteso è a Riace. Il paese è letteralmente diviso in due. Alla marina, parla Salvini davanti ad una piazza che forse non è quella che si sarebbe aspettato, visto anche l’accoglienza a braccia aperte offerta dal sindaco Trifoli. A pochi chilometri di distanza il borgo e la piazza sono presidiati dalle Sardine che con la coordinatrice regionale, Jasmine Cristallo aveva definito la scelta di Salvini di andare a Riace una provocazione:

“Noi abbiamo deciso di rispondere non con una contromanifestazione ma con un gesto simbolico: mentre lui sarà in marina, noi saremo nella parte alta, nel borgo, ci raccoglieremo accanto a Mimmo Lucano, nel luogo dell’accoglienza”.

Con loro anche l’ex sindaco Mimmo Lucano, stretti dietro uno striscione con su scritto “La Repubblica degli zero”, riferito ad una definizione – “”è uno zero” – che il leader della Lega diede di Lucano in passato.

“Noi non offenderemo nessuno, com'é nella nostra natura – ha dichiarato all’Ansa Lucano -. A Riace c'é un'esperienza di accoglienza e di riscatto sociale che é comunque legata ad una dimensione non solo italiana, ma Salvini questo non lo capirà mai”.

Dal canto suo, Salvini non ha fatto a meno del suo cavallo di battaglia:

“Buoni sì, ma fessi no. La Calabria – ha detto – terra di accoglienza e di volontariato, ma se non ci sono case e lavoro per tutti vengono prima i calabresi e gli italiani e poi il resto del mondo. Per qualcuno questo è razzismo. Per me è buonsenso da padre di famiglia ed anche legittima difesa. In Calabria c’è una disoccupazione giovanile del 60 per cento. Ciò vuol dire che sei ragazzi su dieci, arrivati al diploma e alla laurea, hanno come unico destino quello di scappare”.

Ma Salvini avverte:

“Quando andrò al Governo, bloccherò gli sbarchi di migranti e chiuderò i porti. In Calabria vogliamo i turisti che pagano, non quelli che sono pagati. Ovviamente a sinistra coglievano l’occasione dei migranti non perché sono generosi ma perché ci guadagnavano un sacco. Voi qui ne sapete qualcosa».

Poi ha arringa la folla con la vicenda “Gregoretti”:

“E’ incredibile l’ingiustizia in Italia. Si ritiene che una signorina tedesca, che ha rischiato di uccidere dei militari italiani, non debba essere processata. E invece si vuole processare un ministro che ha difeso i confini del suo Paese. Lo facciano, mi mandino a processo, ma ci sarà bisogno di un tribunale molto grande perché penso che la stragrande maggioranza del popolo italiano sarà con me”.

Nella visita a Riace, Salvini trova anche il tempo di parlare di elezioni regionali, chiosando sulla bontà delle liste del carroccio:

“Sulle nostre liste abbiamo fatto tutte le selezioni possibili e immaginabili e abbiamo detto tanti no a differenza di altri. Sono contento delle donne e degli uomini che abbiamo scelto. Poi il bello della democrazia è che sono gli elettori a scegliere. L’ultima selezione spetta ai calabresi e non a Matteo Salvini”.

Pomeriggio a Gioia Tauro

Prima di raggiungere la città del Porto, Salvini, come suo costume, riempie il suo social di immagini con tanto cibo. Quello calabrese. E dopo via verso Gioia Tauro, dove si presenta con l’immancabile felpa che riporta sul petto il nome della città “del giorno”.

“Non serve assistenzialismo ma lavoro – ha detto - e la valorizzazione delle risorse che questa bellissima terra ha vedi le olive o le arance. Non promettiamo miracoli ma abbiamo dimostrato che dove governa la Lega le cose funzionano bene”.

Salvini ha quindi posto l’accento sulla mancanza, nella passata legislatura regionale, di un assessorato all’agricoltura, promettendo che le cose con la Lega al governo regionale, e magari dell’assessorato, cambieranno. Un passaggio Salvini lo dedica anche al Porto:

“E’ gestito da incapaci ed incompetenti, vi prometto che lo valorizzeremo, perché può dare migliaia di posti di lavoro ai giovani calabresi”.

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