Anche a Reggio il docufilm 'Food for profit'

Il docufilm impone una riflessione sul futuro che vogliamo in Europa e ci impone di decidere da che parte schierarci

Food for profit” continua la sua corsa e approda anche a Reggio Calabria: il docufilm di Giulia Innocenzi e Pablo d’Ambrosi che da oltre due mesi sta facendo il giro dell’Italia e non solo, visto già da milioni di persone, proiettato in tantissimi cinema (registrando molti SOLD-OUT) e trasmesso in anteprima dal programma “Report” di Rai Tre.

Un documentario necessario, che mostra chiaramente come gli interessi portati avanti dalle grandi lobby dell’industria zootecnica prevalgono su tutti gli altri, a scapito in primis della trasparenza che istituzioni democratiche come quelle europee devono garantire, e delle strategie volute proprio dalla Commissione e dal Parlamento UE che fanno parte del Green Deal, il patto verde approvato nel 2019 e fondamentale per affrontare le emergenze che ci troviamo davanti – cambiamento climatico, perdita di biodiversità, emergenza di malattie con forte potenziale pandemico, come l’antimicrobico resistenza e l’influenza aviaria – strettamente collegate al modo in cui questo sistema di produzione sfrutta e maltratta miliardi di animali.

LAV è stata fortemente coinvolta in questo progetto, durato 5 anni, supportandone la realizzazione, coordinando le attività d’inchiesta negli allevamenti che si vedono nel film, infine contribuendo alla sua diffusione, a partire dal lancio a Bruxelles proprio dentro al Parlamento Europeo, dove vengono prese le decisioni che riguardano i quasi 400 miliardi in 5 anni della Politica Agricola Comune.

La PAC è un imponente strumento di politica che delinea a chi vanno i fondi in tema di agricoltura, sostenibilità, tutela degli animali – circa 40% del budget comunitario finisce nella PAC.

“LAV da decenni porta avanti campagne e azioni legali per cambiare le condizioni degli animali sfruttati dall’industria zootecnica, 630 milioni gli animali terrestri macellati solo in Italia ogni anno; 5 settimane, tempo di vita medio dei polli broiler, 99% dei polli (“spacchettati in” petto, cosce, o altro) che si trovano al supermercato.

Dati impressionanti e così strettamente connessi alla distruzione ambientale e all’emergenza climatica, ma anche alle condizioni di sfruttamento di chi lavora in allevamenti e macelli e alla salute di tutti noi. La politica ha la responsabilità di farsi carico di questa emergenza e invertire la rotta – dichiara Lorenza Bianchi, responsabile dell’area Transizione Alimentare LAV – Il problema dell’agricoltura europea, infatti, non sono le politiche di “greening”, ovvero per ridurre i devastanti impatti ambientali e sul clima di questa attività, bensì le concentrazioni di potere in questo mercato e lo stra-potere dell’agri industria, come è corretto chiamarla”.

In vista delle elezioni europee che si terranno l’8 e il 9 giugno, abbiamo lanciato la campagna Vote for animals – Anche gli animali votano, insieme ad altre organizzazioni italiane ed europee, per presentare un manifesto di 10 punti programmatici e chiedere ai candidati eurodeputati di sottoscrivere questi impegni.

I risultati degli incontri in corso saranno pubblicati sul sito e riporteranno i nomi di chi avrà sottoscritto questi impegni, e chi no. Cinque di questi impegni riguardano la tutela degli animali allevati, il trasporto di animali vivi, la necessità di favorire la transizione alimentare con politiche adeguate, a partire da una Politica agricola comune diversa.

Sono recenti le notizie che due degli eurodeputati protagonisti del docufilm, l’italiano Paolo De Castro e la spagnola Clara Aguilera, non verranno ricandidati per queste elezioni, mentre l’italiana Isabella Tovaglieri verrà ricandidata.

Il docufilm impone una riflessione sul futuro che vogliamo in Europa e ci impone di decidere da che parte schierarci.

Appuntamento Mercoledì 29 maggio alle ore 19.00 presso il Teatro Metropolitano di Reggio Calabria