Furto al museo di Messina, Sgarbi: ‘Azione da ignoranti, le opere non si possono piazzare’
Il critico d'arte analizza il clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina al MuMe: "Presto le opere verranno ritrovate"
18 Agosto 2026 - 09:21 | di Eva Curatola

Un gesto sconsiderato, dettato dall’ignoranza più totale e non dalla regia di professionisti del crimine d’arte. Vittorio Sgarbi, critico d’arte e profondo conoscitore della figura e dell’opera di Antonello da Messina, esprime una posizione netta sul clamoroso furto consumato ai danni del Museo Regionale di Messina (MuMe). Secondo lo studioso, la banda che ha colpito la struttura ha agito nella completa inconsapevolezza del valore inestimabile dei capolavori trafugati, illudendosi di poterli ricollocare sul mercato.
«Nessun mandante: solo un grave errore di valutazione»
Intervistato da Il Messaggero, Sgarbi ha ridimensionato l’ipotesi di un furto mirato su ordine di collezionisti privati.
«È un furto messo a segno da ignoranti, ladri inconsapevoli del valore inestimabile delle opere e convinti di potere piazzarle sul mercato. Non ci riusciranno e, spero presto, saranno ritrovate», ha spiegato il critico. «Nella mia lunga esperienza non ho mai assistito a furti su commissione. Si tratta sempre di una sopravvalutazione delle proprie capacità da parte di chi effettua il colpo e dell’inesperienza nel campo. Gente convinta di essere in grado, a saccheggio portato a termine, di potere effettuare transazioni in realtà impossibili. Pezzi come quelli di Antonello da Messina non avranno mai un acquirente, in nessuna parte del mondo».
Nel merito dei possibili retroscena, lo studioso ha ribadito:
«È un’ipotesi sbagliata, la pista privilegiata da seguire è quella di un errore di valutazione dei ladri. Ritengono le opere più commerciali, la loro azione è mossa dall’ignoranza: pensano di riuscire a rivenderle, tuttavia non ce la faranno».
Un elemento di complessità riguarda la trasportabilità delle tele, sottratte complete di cornici. «Però sono di piccole dimensioni e questo agevola i malfattori. Detto questo, sottostimarne il valore economico e quindi la possibile collocazione sul mercato dimostrano la loro incoscienza», ha precisato.
Le falle nei sistemi di sicurezza del museo
Il critico non ha risparmiato dure considerazioni sulla gestione della sicurezza e dei sistemi antifurto del polo museale messinese. Per Sgarbi, l’allontanamento dei malviventi evidenzia criticità ingiustificabili.
«Non c’è dubbio, perché se il sistema avesse funzionato a dovere i ladri non sarebbero usciti. Gli allarmi, a quanto risulta, sono scattati eppure hanno avuto il tempo di impossessarsi delle tavole e allontanarsi. Due opere, tra l’altro, sono state abbandonate nei pressi del MuMe e questa è l’ulteriore riprova del fatto che la banda si sia mossa con superficialità».
Il valore storico dell’opera e la fiducia nel recupero
Sgarbi vanta un legame diretto con le opere in questione: nel 2003 promosse personalmente, per conto della Regione Siciliana, l’acquisizione della Madonna col Bambino presso un’asta di Christie’s per un valore di 319mila sterline, ricordandone la portata rivoluzionaria nel contesto del Rinascimento italiano.
In virtù della risonanza dell’evento e della tracciabilità dei pezzi, nonostante l’impatto della perdita per il patrimonio culturale siciliano e nazionale, lo studioso si dice convinto che i capolavori saranno recuperati entro breve tempo.
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