Garante della Salute, Stanganelli esclusa: ‘Mi impegnerò per la revisione della legge’
L'ex garante lancia anche una nuova realtà associazione, che vanta già 500 iscritti: "Sanità attiva", con la presidenza onorario del presidente dell'ISS Bellantone
01 Aprile 2026 - 18:14 | di Eva Curatola

Non un passo indietro, ma un cambio di fase. Anna Maria Stanganelli sceglie la sala Trisolini di Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, per parlare pubblicamente di una vicenda che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito attorno alla nomina del nuovo Garante della Salute della Regione Calabria. La conferenza stampa, convocata nel pomeriggio di oggi, è servita a mettere un punto fermo su un passaggio preciso: la sua esclusione dall’elenco degli idonei.
Ma nelle parole dell’ex Garante c’è, da una parte la richiesta di rivedere una legge regionale ritenuta ormai inadeguata e dall’altra l’annuncio di un nuovo contenitore associativo, “Sanità Attiva”, pensato per continuare a raccogliere segnalazioni, disservizi e criticità del sistema sanitario calabrese.
La vicenda, dunque, non si chiude. Semmai entra in una fase diversa.
Il nodo della legislatura interrotta
Nel suo intervento, Stanganelli è tornata anzitutto sull’origine del caso. Il punto di partenza, ha spiegato, è rappresentato dalle dimissioni del presidente della Regione Roberto Occhiuto del 31 luglio 2025, che hanno determinato l’interruzione anticipata della legislatura e, di conseguenza, anche la cessazione del mandato del Garante della Salute.
“Le dimissioni del Presidente Occhiuto hanno interrotto bruscamente il mandato del Garante della Salute in virtù di una legge regionale che legava la fine del mandato alla fine della legislatura”, ha detto.
È proprio questo, secondo l’ex Garante, uno degli elementi più problematici dell’intera vicenda. Perché lega una figura di garanzia, che dovrebbe avere continuità e autonomia, all’andamento della legislatura politica. Una scelta normativa che, nei fatti, ha prodotto un’interruzione improvvisa dell’incarico e aperto un vuoto istituzionale in un ambito delicato come quello della tutela del diritto alla salute.
Le richieste rimaste senza risposta
Stanganelli ha ricordato che il problema non era affatto nuovo. Già durante il mandato, infatti, erano state avanzate richieste e sollecitazioni per modificare la legge regionale e allineare il Garante della Salute, così come il Garante dell’Infanzia, agli altri organi di garanzia della Regione Calabria.
“Nonostante fossero state avanzate una serie di sollecitazioni alle commissioni deputate per una revisione delle leggi e equiparare gli organi di garanzia, quali quello del Garante della Salute e del Garante dell’infanzia, agli altri garanti, in merito alla durata del mandato, purtroppo tali proposte si sono arenate”, ha spiegato.
Il riferimento è alla disparità normativa tra i diversi garanti regionali. Alcuni, disciplinati da leggi più recenti, hanno una durata dell’incarico di cinque anni. Altri, come il Garante della Salute e quello dell’Infanzia, restano invece agganciati a norme più datate, che collegano la loro permanenza in carica alla legislatura. Una differenza che, secondo Stanganelli, ha finito per penalizzare proprio due figure che dovrebbero essere messe nelle condizioni di operare con continuità.
La domanda di partecipazione e il richiamo all’articolo 7
Da qui la scelta di ripresentare la propria candidatura. Una scelta che Stanganelli rivendica come fondata sia sul lavoro svolto negli ultimi tre anni sia su una precisa previsione normativa contenuta nella legge istitutiva del Garante della Salute.
“Successivamente, forte dell’attività svolta e forte della legge regionale istitutiva della figura del Garante della Salute che all’articolo 7 prevedeva per il primo Garante della Salute la rielezione nel caso in cui la prima applicazione di quella legge fosse avvenuta oltre 180 giorni dall’emanazione della stessa e nel caso del primo Garante parliamo di ben 14 anni, allora forte dell’attività svolta e di quella norma ho ritenuto avanzare domanda proprio per dare continuità a tutta l’attività svolta in questi ultimi tre anni”.
È su questo passaggio che si concentra il cuore della contestazione. Secondo Stanganelli, l’articolo 7 della legge regionale le avrebbe consentito di concorrere nuovamente, proprio perché la prima applicazione della norma è avvenuta molti anni dopo la sua emanazione. Una lettura che però non è stata accolta dagli uffici.
“Oggi comunico la mia esclusione definitiva”
“Oggi ho voluto indire questa conferenza stampa per comunicare la definitiva esclusione dall’elenco degli idonei”, ha detto.
Un passaggio netto, ma accompagnato da un messaggio altrettanto chiaro: la battaglia non si esaurisce con l’esclusione. Anzi, si sposta sul terreno della revisione normativa.
“Siamo qui per lanciare un messaggio. Come già Garante della Salute mi impegnerò affinché si possa ottenere una revisione di questa legge regionale innanzitutto per equiparare questo organo di garanzia a tutti gli altri garanti in termini di durata di mandato”.
L’obiettivo, dunque, va oltre il singolo caso personale. Stanganelli prova a trasformare la sua esclusione in un tema più ampio, che riguarda l’assetto complessivo degli organismi di garanzia regionali e la necessità di renderli omogenei tra loro.
La richiesta di doppia rielezione e il rischio del “mandato lampo”
Nel suo ragionamento, l’ex Garante si spinge anche oltre, chiedendo che venga riconosciuta pienamente la portata dell’articolo 7, compresa la possibilità per il primo Garante della Salute di una seconda elezione.
“Chiederemo anche che il Garante della Salute possa godere in virtù proprio di quell’articolo 7 della doppia rielezione anche perché se immaginiamo che la fine della legislatura possa coincidere con un mese di attività del governo regionale allora paradossalmente quel primo garante eletto che resta in carica per un mese vedrebbe inesorabilmente esaurirsi l’attività, consumarsi nell’ambito di un mese e allora questa non la riteniamo una cosa possibile”.
È un esempio volutamente estremo, ma utile a rendere chiara la contestazione: una figura di garanzia non può essere compressa fino al punto da esaurire la propria funzione nel giro di poche settimane solo perché la legislatura si interrompe. Per Stanganelli, il problema non è solo interpretativo, ma anche di tenuta logica e istituzionale della norma.
Nasce “Sanità Attiva”
Accanto alla battaglia sulla legge, la conferenza di Palazzo Alvaro è servita anche ad annunciare un nuovo percorso. Stanganelli ha infatti presentato “Sanità Attiva”, un contenitore nato insieme a medici, associazioni e cittadini con l’obiettivo di continuare a occuparsi delle criticità della sanità calabrese.
“Ci adopereremo per chiedere fortemente la revisione di queste leggi e lo faremo anche in virtù di un contenitore che abbiamo voluto costituire assieme a un gruppo di medici, di associazioni e di cittadini che abbiamo denominato Sanità Attiva che continuerà a occuparsi di sanità, prendere in carico le istanze, le anomalie, i disservizi che provengono dal territorio e fare da pungolo, da osservatorio privilegiato e sottoporre al governo regionale quelle che sono ovviamente le criticità che attanagliano il nostro sistema sanitario regionale”.
Non solo un’associazione, dunque, ma nelle intenzioni dell’ex Garante una sorta di presidio civico permanente, capace di raccogliere le segnalazioni dal basso e trasformarle in pressione pubblica e istituzionale.
Stanganelli ha inoltre annunciato che la nuova realtà associativa potrà contare sulla presidenza onoraria del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone. “Questa nuova realtà associativa che abbiamo già iscritto al registro nazionale del terzo settore vanta già circa 500 iscritti, per cui siamo pronti per partire verso questa nuova avventura”.
Come funzionerà il nuovo contenitore
L’ex Garante ha spiegato anche in che modo sarà possibile interagire con “Sanità Attiva”. I cittadini, ha detto, potranno rivolgersi all’associazione tramite email e, nelle prossime ore, sarà disponibile anche il sito web con tutte le informazioni utili per aderire e segnalare problematiche.
“Ci sono ovviamente delle modalità per effettuare le segnalazioni, ci si può rivolgere all’associazione tramite email, entro poche ore sarà fruibile anche il sito web dell’associazione con tutte le informazioni utili per aderire a questo contenitore e ovviamente parallelamente opereremo come osservatorio per portare avanti tutte quelle problematiche che attanagliano la nostra sanità”.
In sostanza, Stanganelli prova a dare continuità, fuori dal perimetro dell’incarico istituzionale, a quel rapporto diretto con territori, utenti e associazioni che aveva caratterizzato la sua attività da Garante.
Il primo tema: la neuropsichiatria infantile
Tra le criticità già individuate, Stanganelli ha scelto di citarne una in particolare, collegandola anche alla ricorrenza della Giornata mondiale dell’autismo.
“Una tra tutte, in occasione della giornata mondiale dell’autismo che ricorre domani, quella della piena attuazione di un servizio di neuropsichiatria infantile che nella nostra regione purtroppo non è pienamente operativo”.
Un passaggio che riporta il discorso dal piano normativo a quello concreto dei servizi. Perché, dietro la disputa sulle nomine e sulle leggi, resta il tema vero: la condizione della sanità calabrese e le risposte che i cittadini attendono ogni giorno.
Il futuro Garante e il rispetto per gli altri candidati
Nella parte finale del suo intervento, Stanganelli ha anche voluto sgomberare il campo da possibili equivoci sul piano politico. Secondo la sua valutazione, i tempi della procedura lasciano immaginare che presto si arriverà alla designazione del nuovo Garante della Salute.
“Ritengo che data la tempistica bando, pubblicazione elenco provvisorio, pubblicazione elenco idonei, a breve si dovrebbe procedere alla designazione di questo garante”.
Ma ha tenuto a precisare di non voler mettere in discussione il valore degli altri professionisti presenti nell’elenco.
“Quello che voglio ribadire in questa sede è che ovviamente non si discute di quelle che sono le dinamiche politiche nel senso che nell’elenco degli idonei figurano tanti professionisti ai quali io sarò ben lieta di dare il mio contributo come già Garante della Salute, arricchendo anche di consigli quello che sarà l’operato di questo nuovo Garante della Salute”.
Il punto, ha insistito, è un altro: la legittimità dell’esclusione e la corretta applicazione della norma.
“La motivazione che ha portato a proporre questa istanza di riesame sta invece nella legittimità di quella norma, di quell’articolo 7 nel quale crediamo fortemente ovvero che per il primo Garante della Salute prevede la possibilità di essere rieletto una seconda volta”.
Un fronte comune con il Garante dell’Infanzia
Infine, Stanganelli ha ricordato che la richiesta di revisione legislativa non ha riguardato solo il suo ufficio, ma anche quello del Garante dell’Infanzia.
“Assieme al Garante dell’Infanzia, proprio perché le nostre leggi regionali risalivano rispettivamente al 2008 e al 2004, avevamo chiesto appunto una revisione di queste leggi. Sono state presentate due proposte in commissione affari istituzionali più volte sollecitate ma che purtroppo poi nel corso del tempo si sono arenate”.
Un’ultima sottolineatura che rafforza il senso politico della conferenza stampa: non solo la denuncia di un caso personale, ma l’apertura di una riflessione più ampia sulla tenuta degli organismi di garanzia in Calabria.
Per ora la procedura per la nomina del nuovo Garante della Salute va avanti. Ma dalle parole pronunciate questo pomeriggio a Palazzo Alvaro emerge con chiarezza che, per Anna Maria Stanganelli, la partita non si chiude qui. Da un lato resta il contenzioso sulla lettura della norma. Dall’altro parte “Sanità Attiva”, il nuovo strumento con cui promette di continuare a vigilare su disservizi, anomalie e diritti negati nella sanità calabrese.
