Giallo Bronzi di Riace, Nuccio Schepis: "Non mi importa chi li ha trovati. Nei due guerrieri c'è la nostra essenza"

Dopo il servizio de Le Iene, abbiamo chiesto ad uno dei massimi esperti del settore che idea si è fatto del mistero che ruota attorno al loro ritrovamento. Le parole del restauratore Nuccio Schepis

Ogni giorno, per quattro lunghi anni, ha guardato negli occhi le due statue, toccandole quotidianamente per ridarle luce e splendore.

La sua azione ha contribuito ad illuminare i volti dei Bronzi di Riace e a rendere i loro corpi ancora più ‘immortali’. Il restauratore reggino Nuccio Schepis ha svolto, a partire dal 2009 insieme a Paola Donati ed altri esperti restauratori, un accuratissimo check-up attraverso tecniche sofisticate che lo ha visto protagonista all’interno del laboratorio creato nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella,  sede del Consiglio Regionale della Calabria. Nuccio Schepis è stata una delle poche persone al mondo ad entrare ‘in intimità’ con i Bronzi e ad osservarli fino a contemplarli.

Dopo il servizio del giornalista Antonino Monteleone sul ‘giallo’ dei Bronzi, chiediamo ad uno dei massimi esperti del settore che idea si è fatto del mistero che ruota attorno al loro ritrovamento.

“Sono una persona molto equilibrata e nei discorsi in cui non c’è equilibrio non ci voglio entrare. Non voglio entrare nelle polemiche di questi ultimi giorni. Conosco Stefano Mariottini e per me la cosa più importante è che i Bronzi sono qui al Museo e fin quando non c’è nulla di certo è inutile alimentare polemiche. Il mio compito all’epoca è solo stato quello di restaurarli”.

Quello che stupisce, anche al prof. Schepis è stata senza dubbio la violenza dimostrata dalle persone incontrate dal giornalista Monteleone.

“Ho avuto modo di vedere il filmato e mi è dispiaciuto moltissimo vedere quelle immagini. Non vedo più nemmeno la televisione perchè ultimamente mi dà fastidio l’arroganza della gente”.

L’aspetto più intrigante che interessa il prof. Schepis e non solo è ovviamente l’aspetto storico ed eventuali altri ritrovamenti risolleverebbero l’intera questione.

“Quando c’è una nuova scoperta sono sempre felicissimo. Sarebbe bellissimo ritrovare gli elmi, gli scudi o le lance ma al momento non c’è nessuna notizia. Sinceramente non mi importa chi li ha trovati”.

Sulle statue raffiguranti i due guerrieri, Nuccio Schepis nutre un amore profondo.

“Cosa rappresentano per me i Bronzi di Riace? Sono la nostra storia, le nostre radici, la nostra identità, la nostra cultura. Mi ritrovo nelle due opere come uomo, come persona, come essere. Lì c’è la nostra vita e la nostra essenza”.

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