Giornata della scrittura a mano, Minasi: ‘In corso di esame al senato il mio ddl per l’Ordine dei grafologi’
"La loro analisi può incidere su diritti, valutazioni e responsabilità e allora serve mettere ordine sul piano professionale". La nota della senatrice
23 Gennaio 2026 - 10:35 | Comunicato Stampa

«La scrittura a mano è un gesto semplice, ma essenziale: educa alla cura delle parole, all’ordine del pensiero, alla memoria e alla responsabilità di ciò che comunichiamo ed è bene, quindi, continuare a coltivarla e celebrarla».
Lo dichiara la Senatrice della Lega Tilde Minasi in occasione della Giornata mondiale della scrittura a mano, ricorrenza che richiama il valore formativo e culturale del “mettere nero su bianco” pensieri, elaborati, comunicazioni, in un tempo dominato da tastiere e schermi.
Scrittura e identità: il ruolo dei grafologi
«La scrittura è un segno identitario – prosegue la Senatrice – e, proprio per questo, è importante anche studiarla, in quanto strumento rivelatore della personalità. È quanto fanno i grafologi, professionisti formati per capire cosa si cela dietro una grafia.
In alcuni contesti il loro apporto può essere fondamentale, perché la loro analisi può incidere anche su diritti, valutazioni e responsabilità – aggiunge Minasi – e allora serve mettere ordine anche sul piano professionale».
Il DDL in Senato per Ordine e Albo professionale
«Ecco perché – comunica la Senatrice – accogliendo le sollecitazioni che arrivano da tempo dal settore e dalle sue realtà più rappresentative, ho presentato in Senato il Disegno di legge per l’istituzione dell’Ordine e dell’Albo professionale dei grafologi.
Il provvedimento – prosegue – nasce da un percorso di interlocuzione e ascolto con il mondo professionale e con le realtà che operano sul territorio: in particolare dal confronto con il CESIOG, il Centro Studi Italiano per l’Orientamento Grafologico, e con professionisti che ogni giorno lavorano sul campo, tra cui la dott.ssa Carmensita Furlano, referente CESIOG per la Calabria. L’obiettivo è tradurre queste istanze in regole chiare, standard uniformi e strumenti di tutela a garanzia dei cittadini».
Nel merito, il DDL a firma Minasi definisce la professione di grafologo e distingue gli ambiti di applicazione dell’attività:
- professionale
- giudiziaria
- rieducativa
Il testo prevede l’istituzione dell’Albo e dell’Ordine, fissa requisiti e condizioni per l’iscrizione, e rafforza i presìdi di affidabilità: rispetto del codice deontologico e del segreto professionale, nonché un sistema di sanzioni disciplinari a tutela dell’utenza:
- richiamo scritto
- sospensione
- radiazione
È inoltre prevista la vigilanza del Ministro della Giustizia sull’Ordine, a garanzia di trasparenza e corretto funzionamento.
«Tutelare i cittadini e valorizzare una professionalità che opera in ambiti delicati – afferma Minasi – significa evitare improvvisazioni e disomogeneità e promuovere qualità e serietà. La scrittura, quando assume rilievo tecnico o probatorio, richiede metodo, formazione, regole e controllo: è questo il senso dell’iniziativa».
Iter parlamentare e obiettivi: “certezza alle regole”
Quanto all’iter, l’Atto del Senato è in sede redigente ed è in corso di esame.
«Il lavoro in Commissione sta consentendo un confronto serio e approfondito – aggiunge la Senatrice – e il mio impegno è accompagnare con continuità questa fase, per arrivare rapidamente alla conclusione dell’esame. Sono molto felice di poter dire che a breve il testo verrà calendarizzato e portato all’attenzione dell’Aula.
Nella Giornata della scrittura a mano – dice ancora – rinnoviamo un messaggio semplice: la scrittura è cultura, educazione e responsabilità. Ma oggi è anche un richiamo al dovere delle Istituzioni di stare sui cambiamenti e prevenire zone d’ombra: dove aumenta l’importanza sociale e giuridica di una competenza, deve aumentare anche la tutela pubblica.
Con l’istituzione dell’Albo vogliamo dare certezza alle regole, dignità alla professione e garanzie ai cittadini, perché – conclude – la qualità delle tutele è parte della qualità della nostra comunità nazionale».
