Reggio, iniziativa per i 100 anni dalla nascita di Papa Giovanni Paolo II

Alcune associazioni culturali hanno deciso di ricordare l'ultima visita del Pontefice e le sue parole alla città di Reggio Calabria

Nel centenario della nascita di Karol Wojtyla - Papa Giovanni Paolo II (18 maggio 1920) -,  l’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con lo Spazio Open, ha  promosso un breve video, disponibile sul sito facebook di Anassilaos e You Tube a partire da lunedì 18 maggio, nel quale si è prestata particolare attenzione ai tre discorsi pronunciati dal Pontefice in  occasione della visita alla Città del 7 ottobre del 1984 e al testo dell’omelia tenuta in Cattedrale in quello stesso giorno.

Le immagini di quella visita straordinaria  sono già stati oggetto di un video, curato dal fotoreporter Rosario Cananzi, proiettato nel febbraio ultimo scorso presso la Biblioteca Comunale De Nava. Nel video attuale sono invece state evidenziate le “parole” pronunciate dal Pontefice che rivelano una piena comprensione della realtà reggina e calabrese.

Nel discorso alla cittadinanza di Reggio Calabria, nel Piazzale del Torrente dell'Annunziata (lettura a cura di Marilù Laface) il Pontefice pur esaltando la storia di Reggio che “corre lungo i filoni delle grandi civiltà classiche europee: la greca, la romana, e la cristiana” e le sue bellezze naturali aggiunse che “l’affascinante storia del passato e la bellezza della natura non mi fanno dimenticare la vostra odierna condizione, le difficoltà economiche e sociali nelle quali la città e la provincia di Reggio si dibattono. Oggi, sono qui in mezzo a voi con la piena consapevolezza di trovarmi in una regione del Mezzogiorno e nella città del più profondo Sud d’Italia, dove i problemi della “questione meridionale” nei suoi molteplici aspetti, geologici, economici, sociali, morali, amministrativi e politici, come pure culturali e religiosi, si manifestano nel modo più grave e talvolta più drammatico”.

Parlando poco più tardi ai giovani (lettura a cura di Giacomo Marcianò) il Papa aggiunse “Conosco le vostre preoccupazioni per il presente e le inquietudini per il futuro, conosco i problemi della vostra terra, che sono tanti e da lungo tempo irrisolti”. Invitando questi stessi giovani alla fede soggiunse ancora “Anzi, questa fede e questa speranza vi danno la forza di superare ogni scoraggiamento e vi impegnano di più a prepararvi, con lo studio, con l’acquisizione della necessaria formazione personale, con l’approfondita conoscenza della realtà nella quale vivete, ad essere gli artefici della rinascita economica, sociale, morale e spirituale della vostra Calabria.”.

Nel discorso ai carcerati (lettura a cura di Daniela Scuncia) presso la Casa Circondariale egli disse con forza “Sono venuto per adempiere al mandato di Cristo, per dire una parola di amicizia, per incontrare e ascoltare fratelli che vivono una singolare esperienza, purtroppo amara, ma che non deve essere preclusa alla speranza. La mia presenza vuole testimoniare l’affetto e la sollecitudine che la Chiesa porta a ognuno di voi, perché in voi vede riflessa “l’immagine di Dio, la somiglianza di Cristo, l’uomo ideale che voi ancora siete e potete essere”.

Nell’Omelia in Cattedrale infine (lettura a cura di Pina De Felice) nel ricordare l’arrivo di San Paolo e le radici “saldissime” della Chiesa reggina Giovanni Paolo II soggiunse “Il patrimonio spirituale accumulato in questo arco di tempo può e deve costruire la base e il criterio per giudicare la situazione presente e per affrontare con coraggiosa serenità i problemi, più o meno gravi, che essa presenta. Tali problemi sono ben noti … Molto si è fatto e molto si sta facendo… Molto, tuttavia, si può e si deve ancora fare. Il vittimismo, il clientelismo e lo spirito di rivalsa da una parte, nonché l’egoismo, lo spirito di sopraffazione e il disprezzo dei diritti altrui, dall’altra, possono e debbono essere gradualmente vinti, come la storia della civiltà cristiana insegna. Occorre allora credere maggiormente all’efficacia dei mezzi offertici dal Vangelo e dalla Chiesa. Occorre credere maggiormente nelle energie morali proprie e altrui, soprattutto considerando - cristianamente - che la grazia divina bussa alla porta di ogni coscienza, anche di quelle più indurite nel peccato e nell’ingiustizia.”

Parole intense e, purtroppo, a 36 anni di distanza, ancora attuali.

Nel video sono presenti  le immagini di talune sculture realizzate dall’artista Filippo Pizzimenti, e alcune immagini relative a fatti ed eventi reggini, come, per fare soltanto un esempio, la cerimonia di beatificazione di San Gaetano Catanoso.