‘Dopo faremo i conti’, il caso Gratteri-Foglio. Lui: ‘Ennesima polemica, so bene cosa significa essere bersaglio di minacce’
"Gradirei non essere strumentalizzato ancora una volta. Perché io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari" la replica del magistrato
12 Marzo 2026 - 09:44 | di Redazione

Si riaccende il confronto tra Nicola Gratteri e Il Foglio, in un clima già segnato da tensioni e polemiche attorno al dibattito sul Referendum sulla Giustizia. A far esplodere il caso è stato un intervento social del direttore del giornale, Claudio Cerasa, che ha riferito il contenuto di un colloquio avuto con il procuratore capo di Napoli dopo alcune dichiarazioni attribuite al magistrato sul voto al referendum.
Il racconto di Cerasa e il botta e risposta con la cronista
Nel suo post, Cerasa ha riportato integralmente quanto accaduto, rilanciando anche l’articolo pubblicato dal quotidiano: «Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà “no” al referendum (falso). Ci ha detto: scherzavo. E ha aggiunto: «Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi de Il Foglio faremo i conti, tireremo su una rete».
Nel testo pubblicato dal giornale viene ricostruito anche lo scambio tra Gratteri e una giornalista del quotidiano. «Ascolti – afferma Gratteri – se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure». La cronista replica: «diffamare?». Il magistrato risponde: «Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti». I conti? «Nel senso che tireremo una rete». Si riferisce alla «pesca a strascico»? chiede la giornalista e Gratteri risponde: «speculate, pure».
Le reazioni politiche e il caso che si allarga
La vicenda ha subito provocato una raffica di prese di posizione. Le frasi attribuite al procuratore hanno alimentato nuove critiche, arrivate da esponenti politici e osservatori di schieramenti diversi, contribuendo ad allargare ulteriormente il fronte della discussione pubblica.
La replica di Gratteri dopo le polemiche
Di fronte al crescendo delle contestazioni, Gratteri è poi intervenuto con una dichiarazione riportata dall’Ansa:
“So bene cosa significa essere bersaglio di minacce. Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l’azione civile. Appena avrò un po’ di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile”, ha detto Gratteri.
E ha aggiunto:
“Se l’espressione da me utilizzata in una forma concisa non andava bene mi dispiace”.
Il riferimento alle pressioni e alle possibili azioni legali
A distanza di circa un mese dal precedente scontro politico nato attorno alle sue posizioni sul referendum, il capo della procura di Napoli ha anche dichiarato:
“Gradirei non essere strumentalizzato ancora una volta. Perché io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari. Posso ipotizzare di farmi risarcire? O secondo una parte politica le regole valgono per tutti e non per me?”, conclude.
