Calabria, nella rosa dei candidati arriva anche Irto. Tansi: 'Ecco la casta che blocca la Regione'

Cosa ne pensa Tansi della candidatura di Irto e qual è il suo progetto per il Consiglio regionale della Calabria

Il suo nome circolava tra i corridoi dei palazzi istituzionali già da un po'. Adesso la candidatura di Nicola Irto a Presidente della Calabria, come rappresentante del Partito Democratico, sembra più tangibile, ma manca ancora la conferma da parte del segretario questore ed ex Presidente del Consiglio.

Nonostante manchi ancora l'ufficialità, Carlo Tansi ha già espresso il suo fermo parere riguardante un eventuale candidatura del politico reggino.

La candidatura di Irto: ecco cosa ne pensa Tansi

Carlo Tansi

Quello che, con il favore degli elettori, potrebbe diventare il prossimo Presidente del Consiglio regionale (in base all'alleanza stipulata con De Magistris ndr.) non sembra aver preso bene la notizia della candidatura di Irto:

"Un'esperienza di governo in cui l'attività del Consiglio, presieduto da quel Nicola Irto candidato proprio oggi dal Pd a correre per la carica di governatore, è di fatto stata indefinita e in particolare subalterna agli interessi della casta politico-burocratica che da anni blocca la Regione".

La ricetta di una buona assemblea

consiglio regionale calabria

Tansi non si è limitato a dire "no" ad Irto, ma ha anche esposto quella che secondo lui è la ricetta del successo di un'assemblea regionale. È bene ricordare che Irto è stato questore del mandato Santelli ed a capo di quello Oliverio.

"L’attività dell'assemblea dovrà essere mirata ad annullare le centinaia di leggi inutili, spesso scritte ad personam per favorire gli amici e gli “amici degli amici” del vecchio e corrotto sistema politico e ad approvare le norme riformatrici dei settori critici tra cui:
- un piano sanitario regionale che metta in giusto rilievo l'offerta pubblica;
- una legge quadro sul lavoro;
- una legge quadro sull'organizzazione burocratica e la trasparenza;
- una revisione della legge elettorale;
- una revisione organica delle norme di gestione del territorio, dell'ambiente e dei collegamenti;
- l’acqua pubblica, come prevedono le leggi nazionali".

Tansi ha concluso:

"Senza una concreta ed efficace attività legislativa l'attività tecnico-amministrativa della Giunta sarebbe destinata a segnare il passo, com'è peraltro accaduto anche nella gestione Oliverio & co".