L’Agorà propone una conferenza sul giornalista Mario Francese


Era il venerdì sera del 26 gennaio 1979, quando in via Campania di Palermo veniva freddato da un killer il giornalista Mario Francese del “Giornale di Sicilia”. Ucciso per “lo straordinario impegno civile con cui la vittima aveva compiuto un’approfondita ricostruzione delle più complesse e rilevanti vicende di mafia degli anni Settanta”. Fu l’unico giornalista a intervistare la moglie di Totò Riina, Ninetta Bagarella.

Il primo a comprendere, analizzando vari documenti che gli permisero di mettere alla luce gli intrecci per la costruzione della diga Garcia, dello sviluppo  della mafia corleonese. Ma queste sue inchieste ne determinarono la sua sentenza a morte mentre stava recando nella propria abitazione dopo una dura giornata di lavoro. Quella fu l’ultima volta che Mario Francese ebbe salutare amici e colleghi della redazione parlermitana del “Giornale di Sicilia” con il suo classico “Uomini del Colorado, vi saluto e me ne vado“. Questi alcuni dei dati che saranno oggetto di analisi nel corso della conversazione organizzata dal Circolo Culturale „L’Agorà”. Prendendo spunto dal famoso romanzo  di Leonardo Sciascia e tenuto conto che diverse sono le figure che si sono battute per il trionfo della legalità, della giustizia, pagando, in molti casi con la vita, il sodalizio culturale reggino organizza da qualche anno una serie di incontri il cui filo conduttore è „I giorni della civetta. Venerdì 8 giugno  (18,30) .

L’appuntamento si terrà presso la saletta conferenze della Chiesa di San Giorgio al Corso (ingresso via Giudecca – inizio tapis roulant) di Reggio Calabria, il nuovo appuntamento che riguarderà la figura dell’uomo e del giornalista Mario Francese, ucciso a Palermo. Dopo i saluti di Antonino Megali (socio del sodalizio organizzatore) ci sarà la relazione del giornalista Fabio Papalia (direttore della testata on line Newz.it)

Foto di Marco Costantino