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Lettera aperta di Antonello Scagliola, Presidente del CIP Calabria

I tanti interrogativi dopo la visita al Musaba di Mammola

Antonello Scagliola Cip Calabria Presidente Cip

Riceviamo e pubblichiamo:
“Salve. Sono Antonio Scagliola, Presidente del Comitato Paralimpico della Calabria, vi voglio raccontare ciò che mi è accaduto il 15 giugno c. a. quando andai a visitare il bellissimo museo all’aperto MUSABA a Mammola, in provincia di Reggio Calabria.
I fatti: giunti all’ingresso dell’aria museale, dopo aver percorso una strada sterrata ed attraversato un ponte fatiscente, arriviamo con mia moglie al parcheggio del museo. Lasciata la macchina abbiamo seguito i segnali che indicavano la biglietteria e ci siamo trovati ai piedi di una salita molto ripida fatta in pietre disomogenee, quindi, non agevole da percorrere e lunga circa 200m.
Completata la salita siamo arrivati alla biglietteria dove, con fare gentile, una signora ci ha spiegato dove eravamo e cosa c’era da vedere. Ripensando al percorso appena fatto mi sorse normale una domanda: “Ma un disabile in carrozzina può venire a vedere il MUSEO?”.
La signora con fare educato mi risponde: “ASSOLUTAMENTE no! perché il MUSEO è totalmente INACCESSIBILE .”
La cosa più grave, e’ che alle sue spalle c’era un’altra signora, identificata come la persona che gestisce la fondazione a cui fa capo il museo, e vedova dell’artista Nik Spadari, Hiske Maas , la quale come soluzione ha suggerito di “ PRENDERE IN BRACCIO IL DISABILE E FAR FARE LA VISITA”, ripetendolo un paio di volte davanti ad altri visitatori, senza mostrare un minimo di comprensione e alcun interesse per la situazione prospettata.
Ora per farla breve mi chiedo:
– come mai un museo che prende sovvenzioni pubbliche non sia a NORMA DI LEGGE;
– come mai in un preposto alla cultura, culla della società civile ci possano essere ancora discriminazioni ed offesa alle persone;
– come mai in un luogo pubblico che viene frequentato da scolaresche debbano esserci ancora delle barriere mentali ed architettoniche .
Non oso immaginare se qualche alunno non potesse avere gli stessi diritti degli altri compagni o dovesse essere PORTATO IN BRACCIO.

Facciamo Qualcosa la nostra meravigliosa terra, non merita questo”.

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