Luca Gallo, memento audere semper: Mènez da sballo, ma il regalo (doppio) potrebbe essere un altro

Quando l'ambizione incontra mezzi e competenze: l'analisi della conferenza fra colpacci di mercato e progetti vitali per il futuro del club

Memento audere semper

[Gabriele D'Annunzio]

Sarebbero, in realtà, bastate poche parole per raccontare la strepitosa annata griffata Luca Gallo in riva allo Stretto. Forse, addirittura, non ne sarebbe servita alcuna visto il lucente e splendido trofeo che ha fatto compagnia al Presidente nel corso della conferenza stampa di martedì pomeriggio. Una Coppa che certifica l’eccellenza dell’operato della società presieduta dall’imprenditore romano. La Serie C, infatti, da sempre dimostra come anche roster quotati possano fallire nell’impresa, se non ben supportati da management solidi e ben strutturati. Una categoria, comunque, che la Reggina si è finalmente messa alle spalle, anche nei fatti.

Durante l’incontro - presumibilmente finale per ciò che concerne la stagione sportiva 2019/2020 amaranto - Gallo ha annunciato importanti novità, ripercorrendo le tappe della cavalcata trionfale. In un tris di messaggi, se così si possono sintetizzare, che analizzeremo nelle prossime righe.

Il fiore all’occhiello

Non può che essere l’annuncio di Jeremy Mènez il cardine dell’evento di martedì pomeriggio. Il francese in riva allo Stretto è un colpo pazzesco per la Serie B. Renderà anche sul rettangolo verde? Poco serve sbilanciarsi adesso nelle previsioni, ma è innegabile come la Reggina si stia fregiando di un giocatore la cui qualità tecnica risulti evidentemente smisurata per la cadetteria. Senza contare quanto abbia fruttato, in termini d’immagini, lo sbarco in Calabria dell’ex Roma, Milan e PSG. E, di certo, quanto frutterà allo store…

Due sogni

Ma se, con tutto il rispetto per Mènez, il suo arrivo fa stropicciare gli occhi, il termine sogno ce lo riserviamo per altri due aspetti trattati da Luca Gallo, lo stadio e l’Ambizione, quella con la A maiuscola. E, di nuovo, non ce ne vogliano i tifosi, ma la sola idea di un restyling che renda moderno e funzionale il Granillo fa venire la pelle d’oca. In primis perché, oggi, il futuro dei club calcistici passa da qui, prim’ancora dell’obiettivo per nulla velato di tornare in Serie A.

Avere uno stadio di proprietà, di ultima generazione, magari a norma UEFA, se possibile di proprietà, garantirebbe alla Reggina 1914 un futuro certo, quasi eterno. Un’eternità che anche nell’era Foti pareva tangibile, ma che poi è finita per sfumare. Gallo, che ben conosce il valore dei beni immobili come il Sant’Agata (altro plauso per il modo con cui ha ridato vita al Centro Sportivo di via delle Industrie) lo sa bene.

ChiosA finAle

Sulla Serie A, poi, non intendiamo porre superflui commenti. Ed, anzi, ci sentiamo di invitare alla cautela: bellissimo pensare di toccarla già fra 12 mesi, ma guai a non mettere in conto l’ipotesi che il risultato non arrivi subito, ma magari in due o tre anni. E non perché non ci si fidi di Luca Gallo, di Taibi, di Toscano o di Mènez e Denis, ma semplicemente perché il pallone rotondo è e rotondo resterà.

E, forse, è anche bello così.

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