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‘Ndrangheta, Klaus Davi: “Il boss ‘U lupu’ torna a casa in libertà vigilata”

Arrestato dopo 11 anni di ricerche, era stato inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia

boss gregorio bellocco

Gregorio Bellocco, classe 1955, noto con i soprannomi di “u lupu” o “testazza”, è tornato a casa e si trova in libertà vigilata da ieri. La notizia è stata diffusa dal giornalista Klaus Davi tramite i propri profili social, il quale ha appreso da fonti giudiziarie che il boss era già stato scarcerato nel mese di giugno.

Il profilo criminale e la scarcerazione

Considerato il capo della cosca, Gregorio Bellocco è fratello di Nino (detto “u Pacciu”), Pietro e Bernardo, oltre che cugino di primo grado di Umberto Bellocco, detto “asso di mazzi”. Insieme al cugino Umberto, Gregorio è ritenuto il fondatore della Sacra Corona Unita.

La sua carriera criminale è segnata da una lunga latitanza:

  • È stato arrestato il 16 febbraio 2005 dopo 11 anni di ricerche.
  • All’epoca del fermo, era inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia.
  • È cugino di secondo grado di Antonio Bellocco, l’esponente della cosca ucciso a Milano il 4 settembre 2024 da Andrea Beretta.

Dalla sorveglianza speciale alla libertà vigilata

All’atto della scarcerazione, avvenuta a giugno, nei confronti di Bellocco era stata inizialmente applicata la misura della sorveglianza speciale. Tuttavia, come confermato da Davi, tale provvedimento è stato revocato nella giornata di ieri in favore dell’applicazione della libertà vigilata.

“Ma da ieri – conferma Davi – è stata revocata la sorveglianza poiché gli è stata applicata la libertà vigilata”.

L’uomo è inoltre lo zio di Francesco Barone, noto alle cronache per l’omicidio della propria madre, Francesca Bellocco.