Ducale, Davi: "Grave quanto emerso, ma il fallimento di Falcomatà è politico"

"Triste vedere Reggio depressa e abbandonata. Pd garantista? Non mi sembra che con la ministra Santanchè lo sia stato...", le parole di Klaus Davi

Inchiesta Ducale, spifferi piuttosto caldi (e non solo da un punto di vista climatico..) soffiano su Palazzo San Giorgio. Le prossime 72 ore potrebbero essere importanti per capire le mosse di tutti, o alcuni, consiglieri di opposizione.

Il primo passo è stato compiuto dal già candidato a sindaco Nino Minicuci, ma sembra che nell’ombra parte dei consiglieri di opposizione stia meditando sul da farsi, con specifico riferimento alla possibilità di rassegnare le dimissioni. In attesa di capire quale sarà l’evoluzione degli eventi, interviene nuovamente sulla vicenda anche un altro candidato a sindaco delle elezioni reggine del 2020, vale a dire Klaus Davi.

“Quello che sta emergendo dalla lettura delle indagini è grave, ma non voglio addentrarmi nelle vicende giudiziarie. Il fallimento dell’amministrazione Falcomatà è politico, credo sia sotto gli occhi di tutti e andava mandata a casa per queste responsabilità.

La verità però è che il Comune ha retto sino a oggi grazie ad un patto con l’opposizione, altrimenti sarebbe caduto molto prima. Mi preoccupa tanto la depressione e il senso di abbandono della città”, le parole di Davi ai microfoni di CityNow.

Su Palazzo San Giorgio aleggia la possibilità (secondo alcuni certezza) dell’imminente arrivo della commissione d’accesso, spesso propedeutica allo scioglimento delle amministrazioni comunali.

“Se lo Stato rimane impassibile, allora veramente per questa terra è finita. Non mi auguro lo scioglimento, sarebbe una mazzata, ma lo Stato rispetto ad una presunta contaminazione di voto di scambio con la ‘ndrangheta non può rimanere impassibile.

E’ ferma anche la società civile, dove è finita? Manca lo stimolo alla classe dirigente, i reggini sono disillusi. Si vada a fondo, lo Stato deve dare risposte. Non sono un tecnico ma -afferma il già candidato a sindaco- credo arriverà la commissione d’accesso”.

Se tace la società civile, di sicuro non è molto rumorosa la politica locale e nazionale rispetto alle vicende di queste settimane. Il Pd reggino si è limitato ad uno scarno comunicato, poi il silenzio.

“Ho avuto modo di ascoltare le dichiarazioni del consigliere regionale Giovanni Muraca nel corso della vostra trasmissione. Lui afferma che bisogna essere garantisti, ma non mi sembra che il Pd lo sia con le vicende che vedono coinvolta la ministra Daniela Santanchè o il governatore della Liguria Toti.

Il Pd rappresenta idealmente la questione morale ma non vedo questa presa di posizione, è scomparso dai radar anche il senatore e segretario regionale Nicola Irto”.

Klaus Davi nel recente passato aveva parlato di ‘danno di immagine’ pesante per Reggio Calabria, adesso aggiunge come sia tutt’altro che felice rispetto alla possibilità che venga sciolto il consiglio comunale e ha criticato il silenzio dell Partito Democratico.

Un tris di affermazioni che, in modo curioso e sorprendente, lo mettono sulla stessa linea dell’ex sindaco e governatore Giuseppe Scopelliti. Davi sorride rispetto a questo accostamento di posizioni.

“Anche lui ha parlato di danno di immagine, di contrarietà allo scioglimento del Comune e criticato il Pd? Evidentemente entrambi amiamo Reggio Calabria, anche se in modo diverso. Tornando alle elezioni comunali del 2020 -conclude Davi- spero che un giorno qualcuno mi dirà come sono ”spariti” dalla sera alla mattina i 50 voti che avrebbero assicurato il mio ingresso in consiglio comunale”.