Pendolari Stretto, Neri (FdI): Musumeci incontri Comitato. Regione disponibile a confronto

Il vicepresidente della Conferenza interregionale dello Stretto chiede di ascoltare le ragioni dei lavoratori

“In un contesto complicato oltre misura, per via di un’emergenza sanitaria che non sembra scemare, è indispensabile garantire più collegamenti sullo Stretto per i lavoratori pendolari, specialmente per quelli del comparto sanitario, in modo tale che non subiscano disagi per recarsi a lavoro, e soprattutto per tornare a casa”.

E’quanto dichiara in una nota il Consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Giuseppe Neri.

“Vale tanto per i pendolari reggini, quanto per quelli messinesi. Inoltre, il costituito ‘Comitato dei pendolari’ ha espresso la volontà di trovare una soluzione condivisa con il Presidente della Regione Siciliana Musumeci e il sindaco di Messina De Luca, per ottimizzare in base alle effettive necessità il numero di corse che la società di trasporti sullo stretto fino ad oggi sta garantendo. Quattro corse infatti, secondo il Comitato, non bastano. Questa decisione, di ridurre i collegamenti senza considerare gli orari dei turni dei lavoratori sanitari, assunta da Musumeci va rivista!"

Pertanto, con la Presidente Jole Santelli, Neri che è vicepresidente della Conferenza Interregionale dello Stretto, chieda al Governatore Musumeci e al Sindaco De Luca, di incontrare il ‘Comitato dei pendolari’ per ascoltare le loro esigenze.

“Come Regione Calabria siamo disponibili ad attivare un tavolo, con autorità, società di trasporti e istituzioni politiche - continua l’esponente di Fratelli d’Italia - per cercare di trovare una soluzione che non penalizzi chi sta svolgendo un servizio che ha il sapore di una missione, in questi giorni di paura e isolamento. In particolar modo, gli ospedali, già fortemente caratterizzati da un sovraccarico di lavoro, non possono permettersi il decremento di unità lavorative legate ad una disorganizzazione logistica. Al contempo - conclude Neri - gli stessi pendolari sanitari, non devono patire, oltre alla dura prova alla quale sono chiamati nei reparti, le complessità derivanti da ordinanze restrittive e decisioni politiche che non tengano conto specificatamente, dell’ammirabile compito che medici, infermieri e oss, stanno portando avanti con coraggio e un alto senso civico”.