Reggio, Arcudi (La Strada): ‘Dove finisce la città? Periferie al centro della questione urbana’
Da Ravagnese a Catona, La Strada denuncia il vuoto di servizi e rilancia una visione di rigenerazione urbana per le periferie reggine
01 Aprile 2026 - 15:16 | Comunicato Stampa

La città non è solo un luogo: è un linguaggio. Come ci ricordava Pier Paolo Pasolini, la sua forma parla di ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati. Nel suo documentario “La forma della città” (1974) racconta come lo spazio urbano non è mai neutro, ma rappresenta l’esito di stratificazioni storiche, sociali e simboliche. La città, nella sua forma, è la sintesi del rapporto tra urbanistica, storia e identità culturale, il luogo in cui ogni edificio, strada o paesaggio dice qualcosa di sé e della sua storia.
Il rapporto tra città, paesaggio e identità
In Italia, il dialogo tra città e campagna, che aveva caratterizzato il paesaggio fino alla metà del XX secolo, s’ interrompe a causa di una crescita urbana incontrollata e di una speculazione edilizia che hanno portato alla distruzione dei paesaggi storici. La città si espande senza un vero progetto, costruendo nuovi spazi urbani privi di identità. Le nuove costruzioni, spesso anonime e senza qualità estetica, rompono l’armonia tra città e territorio. Un tema che può essere declinato infinite volte all’interno del paesaggio storico italiano ma che nel territorio della città metropolitana di Reggio Calabria assume tratti che potrebbero essere definiti di violenza nei confronti del paesaggio. Ed è soprattutto nelle periferie che si attraversa questa ferita, dovuta a dinamiche di espansione prive di coerenza e significato.
Le periferie di Reggio Calabria
Da Ravagnese a Catona, da Gallico ad Arangea, da Spirito Santo a Bovetto, da San Sperato ad Aretina, solo per indicare alcuni quartieri, si registra la mancanza di luoghi destinati alla socialità, allo sport e al tempo libero. Dove un tempo esisteva un equilibrio profondo tra città e paesaggio — tra l’abitato e le fiumare, tra le case e i giardini di bergamotto — oggi restano frammenti dispersi, discontinuità, spazi senza narrazione. La crescita urbana ha perso direzione, e con essa si è smarrita anche l’identità. Abbiamo edificato volumi, ma non abbiamo generato comunità, costruito case ma non abbiamo costruito città, moltiplicato gli spazi, ma svuotato il significato dei luoghi.
Una frattura civile prima che urbanistica
E così interi quartieri vivono una quotidianità sospesa: senza servizi adeguati, senza connessioni efficienti, senza quegli spazi pubblici che rendono possibile l’incontro, la relazione, il senso di appartenenza. Eppure è proprio nelle periferie che abita la maggior parte dei cittadini di Reggio Calabria. È nelle periferie che si misura davvero la qualità della vita, la giustizia sociale, la dignità urbana. Quando un anziano non può muoversi in sicurezza o un giovane non ha un luogo dove incontrarsi, non è solo un problema urbanistico: è una frattura civile. Le periferie non sono un margine: sono il centro morale e politico della città contemporanea. Ignorarle significa accettare la disuguaglianza come destino.
La proposta politica de ‘La strada’ sulla rigenerazione urbana
Per questo serve una scelta netta, una visione nuova e concreta: ricucire la città, restituire forma agli spazi, costruire luoghi che siano davvero condivisi. Investire in servizi, mobilità, cultura, qualità urbana perché si possano ricostruire comunità. Il movimento politico La Strada ritiene urgente riportare al centro del dibattito pubblico la questione delle periferie, riconoscendole per ciò che sono: città a tutti gli effetti, che richiedono investimenti adeguati in servizi, infrastrutture e mobilità. La complessità e le particolari difficoltà che presentano le periferie di Reggio Calabria richiedono d’intervenire sull’esistente attraverso la guida di un pensiero forte e coerente di rigenerazione urbana, capace di restituire qualità agli spazi, per creare relazioni e ricostruire un senso condiviso di comunità.
