“Pomeriggi Letterari”, ospite il prof. Pazzano ed il suo romanzo sui migranti
10 Febbraio 2017 - 17:17 | di Vincenzo Comi

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“Le parole sono importanti” inizia così il primo incontro dei “Pomeriggi Letterari” avviati a Sambatello (Rc), nel centro Don Tonino Bello- Casa Carlo Pizzi – Ce.Re.So., in compagnia di Saverio Pazzano, autore del libro Beltempo, romanzo che racconta e diventa emblema, simbolo, di tutte le storie di migranti in ogni tempo, in ogni luogo. Tema dell’incontro, l’immigrazione, consapevoli che come afferma l’autore “siamo tutti migranti della vita”.
Il numeroso pubblico presente (volontari, cittadini del territorio reggino, ragazzi del Ce.Re.So.) non è stato solo spettatore di un evento, bensì protagonista, mostrando interesse partecipando con esperienze di vita, domande all’autore e riflessioni. “La libertà e la felicità, sono le parole importanti per descrivere la scelta di coloro che intraprendono il viaggio della speranza”. Così apre l’incontro il professore Pazzano, da tempo impegnato a insegnare a detenuti e immigrati. Quelle persone che hanno preso una barca come noi si prende un treno o un aereo. Per spostarsi e basta. Però il loro è uno spostamento costretto.
Non è il mare a prenderseli, ma lo schifo di leggi, le guerre che portiamo lì, gli occhi di noi altri che si aprono solo davanti a queste tragedie. La felicità è un fatto collettivo, sociale, etico, politico.
Noi viviamo in una terra in cui ci tolgono tutto, in cui sappiamo cosa vuol dire dover partire, pertanto possiamo avere un approccio diverso ed essere più comprensivi ed empatici verso i migranti. Il nostro Paese fa tanti errori, ma sta cercando di non fare morire nessuno, salvandoli in mare. Ancora Pazzano: la distanza profonda enorme e dolorosa, che tocca le cose degli uomini e le cose della vita e le raffredda, in un modo che sembra per sempre. L’umanità, l’incontro con l’altro, il confronto, la condivisione possono guarire le fragilità, le miserie, le distanze ed il dolore di tante persone. Spesso tendiamo a dire Calabria terra di nessuno, non c’è lavoro bisogna andarsene.
Ma a noi è concesso di scegliere. Io, continua l’autore, ho deciso di restare. Ho deciso di essere felice. Non c’è sfida più interessante che dare senso a questa parola, muovere esperienze che possano sempre più collocare questa felicità dalla sfera piccola dell’io a quella del “mai senza l’altro”. Le parole, le riflessioni ed il coraggio del professore Pazzano, sono state occasioni di confronto e opportunità per far emergere tra i presenti difficoltà e fragilità riscoprendo il valore della vita e della felicità intesa come dimensione collettiva. Alcuni ex detenuti, presenti all’incontro, hanno riportato esperienze di solidarietà nei confronti dei clandestini e scafisti (molte volte vittime del sistema) accolte dagli istituti penitenziari. Infine, il professore Pazzano, ricorda ai presenti che la vita non può e non deve sottrarsi alla libertà. La parole sono importanti, vissute in contesti educativi e formativi tracciano percorsi possibili di cambiamento. L’obiettivo del Centro don Tonino Bello “Casa Carolo Pizzi” Ce.Re.So. è quello di osare, pensando alle fragilità come deserti da esplorare e valorizzare, attraverso percorsi culturali, sportivi e ricreativi al servizio del territorio.
