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Porto di Gioia Tauro, Arruzzolo: “Gli imprenditori hanno fatto la loro parte, ma Stato e Regione?”

“Finalmente il porto di Gioia Tauro riprende a macinare nuovi e importanti risultati". La nota del consigliere regionale Giovanni Arruzzolo


“Finalmente il porto di Gioia Tauro riprende a macinare nuovi e importanti risultati. E questo, grazie all’investitore privato Til-Msc, all’Autorità portuale, ai sindacati ed alle maestranze che hanno saputo con senso di responsabilità contribuire a superare la crisi”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale Giovanni Arruzzolo.

“Si stavano preparando scenari davvero a tinte fosche – continua Arruzzolo – per il nostro porto, che aveva subito un severo contraccolpo legato alle controversie tra i precedenti gestori, fortunatamente risoltisi con la decisione di dare vita ad una nuova società saldamente governata dalla famiglia Aponte.

E di questo – sottolinea ancora Giovanni Arruzzolo – non possiamo non essere soddisfatti, poiché Msc è una delle più grandi compagnie navali al mondo di trasporto merci su container. E quanto sia strategico Gioia Tauro per Msc, lo si è compreso nel momento in cui il management del gruppo ha comunicato al Governo ed all’Autorità portuale l’intenzione di investire a Gioia Tauro in nuove tecnologie per oltre cento milioni di euro.

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Ed i risultati non tardano a venire, e non mi riferisco soltanto alle nuovissime gru che stanno per essere montate sulle banchine, ma anche alla ripresa dei traffici, con una impennata di produttività di oltre il 15% rispetto all’anno precedente. Una risposta seria e concreta – continua Arruzzolo – che attesta come anche il futuro del porto di Gioia Tauro stia a cuore di chi ci lavora dentro e grazie a quel lavoro porta pane a casa.

Da ora in poi – evidenzia il consigliere regionale – è necessario che il Governo nazionale e la Regione si impegnino con priorità a dare forza e consistenza per l’organizzazione della ZES, a cui molti imprenditori italiani guardano con interesse per le facilitazioni fiscali, e permettere così la riorganizzazione del retroterra portuale, della mobilità di servizio, stradale e ferroviaria, per ricongiungere Gioia Tauro più velocemente al nord Italia ed all’Europa”.

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