Pranzo di Pasqua: circa 20 mila pacchi spediti dalla Calabria in Italia e nel mondo

Il Coronavirus non ferma la tradizione

I consumi sono nettamente calati, ma anche con la Pasqua blindata, comunque ligi all’impegno a “restare a casa”, i calabresi cercano di trovare soddisfazione nel cibo, in cucina e a tavola, dove si stima che in Calabria verranno spesi per le festività pasquali circa 20milioni di €uro per prodotti tipici, vino e gli ingredienti delle ricette tradizionali. Per il pranzo di Pasqua al tempo del coronavirus - afferma Coldiretti - non mancherà nei piatti la qualità e la tradizione.

L’emergenza coronavirus, che ci ha costretto a casa, ha cambiato solo in parte le abitudini di coloro che non vogliono rinunciare ai piaceri del palato, anche se si fa pesantemente sentire – sottolinea la Coldiretti – la chiusura forzata al pubblico di ristoranti, trattorie e agriturismi dove negli anni passati si registrava il pienone, con un taglio di almeno il 30% della spesa complessiva per il pranzo di Pasqua. Il pranzo di Pasqua e Pasquetta sarà rigorosamente ristretto al proprio nucleo familiare, quindi non ci potranno essere le consuete tavolate e gite fuori porta, ma le famiglie, non dimenticando gesti di solidarietà per chi è nel bisogno, si stanno organizzando ricercando le migliori ricette della tradizione nel rispetto della stagionalità, con menu realizzati in casa e tipici della tradizione. In un periodo che ha costretto tutti a industriarsi con le nuove tecnologie, c’è uno scambio anche in videoconferenza da parte dei più giovani con le proprie mamme e nonne per ricevere consigli preziosi. Il motivo conduttore - aggiunge Coldiretti – è l’utilizzo di prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy.

Quest’anno – annota Coldiretti – molti calabresi, a causa delle restrizioni imposte dalle ordinanze del Governo nazionale e regionale, non potranno fare, giustamente, ritorno a casa per passare come di consueto le festività della Santa Pasqua con i propri cari. Si tratta prevalentemente di lavoratori, lavoratrici e famiglie che risiedono in Italia e in Europa. Queste persone non vogliono, però, rinunciare alle prelibatezze calabresi e sta accadendo che dalla Calabria in questi giorni siano stati spediti circa 20 mila pacchi fatti in casa o da aziende specializzate per mantenere vivo legame e tradizione. Un pezzo di Calabria, prevalentemente agroalimentare, che rende felici le persone che sono lontane dalla propria terra e che racchiude un grande valore di affetto che scaturisce dal cuore di chi invia. Insomma, ci si ritrova, anche se lontani, insieme a tavola con le nostre eccellenze simbolo di unione e fraternità.