Beni confiscati, il prefetto Vaccaro in visita alla Valle del Marro e al Centro Padre Puglisi

"I giovani possono cambiare questa terra. La Prefettura sarà facilitatore" le parole di Clara Vaccaro

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Un segnale forte di attenzione dello Stato verso le esperienze di riscatto sociale e di legalità nella Piana di Gioia Tauro. È quello arrivato con la visita del Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, presso alcuni beni confiscati alla ’ndrangheta oggi restituiti alla collettività grazie all’impegno della Cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra e della Parrocchia S. Marina Vergine di Polistena.

“La mia presenza qui – ha dichiarato il Prefetto – rappresenta il preludio ad altre iniziative che la Prefettura intende promuovere nei prossimi mesi per coinvolgere i giovani calabresi in un percorso di cambiamento positivo”.

Vaccaro ha sottolineato come il vero cambiamento non nasca da atti di forza, ma dalle scelte della
società civile
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“Esiste ancora uno zoccolo duro che garantisce protezione alla ’ndrangheta. È qui che si gioca il controllo del territorio. I giovani possono fare la differenza, ma vanno coinvolti e accompagnati in progetti concreti sui beni confiscati. Diversamente rischiano la passività o l’emigrazione. La Prefettura vuole svolgere un ruolo di facilitatore tra le realtà sane”.

La visita ai beni confiscati

La visita è iniziata in mattinata negli uliveti confiscati di Baronello e Quarantana, nel Comune di Oppido Mamertina, affidati alla Valle del Marro dal 2005. Qui sono state presentate le attività agricole biologiche della cooperativa, che garantiscono lavoro ogni anno a circa 30 dipendenti, e i progetti di inclusione socio-lavorativa dei migranti, avviati dopo la rivolta di Rosarno.

Il Prefetto ha illustrato le iniziative in corso per affrontare il disagio abitativo dei braccianti stranieri tra Rosarno e San Ferdinando e la proposta di creare, con la Camera di Commercio di Reggio Calabria, una rete di aziende agricole virtuose per una commercializzazione equa degli agrumi nella grande distribuzione.

Le difficoltà nella gestione dei beni confiscati

Domenico Fazzari, socio fondatore e presidente della Valle del Marro, ha evidenziato le difficoltà che ancora segnano la gestione dei beni confiscati: danneggiamenti, furti, sabotaggi e criticità burocratiche, tra cui la questione dei beni mobili non assegnati. Il Prefetto ha assicurato che la relazione depositata dalla cooperativa è stata condivisa con la sottosegretaria con delega ai beni confiscati, Wanda Ferro, confermando attenzione e sensibilità istituzionale.

“Da giovani abbiamo potuto scegliere – ha ricordato Fazzari – e abbiamo scelto di impegnarci per creare
lavoro dignitoso e giustizia sociale. Oggi vogliamo offrire nuove opportunità alle giovani generazioni della Piana”.

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La visita è proseguita poi a Polistena presso il Centro aziendale della Coopera va, dove il Prefetto ha
incontrato gli altri soci e dipendenti della Valle del Marro, tra cui alcune donne con ruoli di responsabilità
nell’organizzazione aziendale.

Il Prefetto ha visitato poi il Centro Polifunzionale “Padre Pino Puglisi”, palazzo confiscato alla mafia, assegnato alla Parrocchia del Duomo cittadino. Don Pino Demasi, parroco e referente territoriale di Libera, ha ricordato come quel luogo, un tempo simbolo del potere mafioso, sia oggi un incubatore di opportunità: ospita infatti un centro per minori con sostegno scolastico e aƫvità varie, un centro di aggregazione giovanile, spazi dedicati alla formazione, una biblioteca–centro di documentazione con sale studio, un museo permanente dei presepi di rilevante valore artistico e identitario, un ostello per l’accoglienza dei giovani di Libera e dei migranti impiegati presso la Valle del Marro, la sede della S.E.L.E.S., che coniuga educazione, sport e cittadinanza attiva, una cappella per i gruppi parrocchiali, e una bottega dei saperi e dei sapori della legalità, di prossima apertura.

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La presenza del Prefetto ha rappresentato certamente un passaggio istituzionale che rafforza il valore dei beni confiscati come strumenti concreti di sviluppo, legalità e speranza in uno dei territori più complessi della Calabria.