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Voti, veti e intrighi: parte la corsa per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica

Sarà Draghi, Mattarella-bis o un terzo nome? Da oggi iniziano le votazioni. La situazione attuale

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Francoforte - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, oggi 28 ottobre 2019. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)


Inizia oggi l’appassionante corsa per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Quanti giorni passeranno fino alla decisiva fumata bianca? Questo il primo dilemma, con il bianco (delle schede) che salvo sorprese domineranno il primo giorno di votazioni.

“Dopo la straordinaria generosità di Silvio Berlusconi, il centrodestra è al lavoro nella certezza che – nell’interesse del Paese – da sinistra non ci saranno No o veti incrociati come avvenuto fino a ieri. Siamo pronti a proporre donne e uomini di altissimo profilo.

Una scelta decisiva e fondamentale, Berlusconi rende un grande servizio all’Italia e al Centrodestra, che ora avrà l’onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra. Casini? Non è un candidato del centrodestra”.

Le parole rilasciate ieri da Matteo Salvini, il possibile ‘kingmaker’ del centrodestra, hanno dato il via alle trattative e manovre del ‘post-Berlusconi’, dopo il passo indietro del leader di Forza Italia.

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A stretto giro di posta sono arrivate le dichiarazioni di Giuseppe Conte. Il leader dei 5 Stelle in questi giorni sta intensificando i dialoghi con Letta (Pd) e Speranza (Leu) nel tentativo di arrivare il prima possibile ad una proposta unitaria e credibile.

“Non abbiamo parlato di candidati in particolare, abbiamo però preso atto di un passaggio importante, un passo avanti, cioè il venir meno della candidatura del fondatore del centrodestra. Quindi, la candidatura più rappresentativa.

Abbiamo una prospettiva concreta di poter avviare contatti e interlocuzioni con gli esponenti delle altre forze politiche, quindi del centrodestra in particolare, per poter poi arrivare a un tavolo e condividere la scelta finale”, ha spiegato il leader del M5s, Giuseppe Conte, lasciando la Camera al termine del vertice di centrosinistra sul Quirinale.

In merito al veto M5s su Mario Draghi al Quirinale, l’ex premier ha chiarito: “Noi facciamo proposte, non poniamo veti. Sono ottimista e lo sono ancor di più quando lavoro nell’interesse del Paese”, assicura Conte.

Quali i piani alternativi all’elezione di Draghi o al Mattarella-bis? Circolano diversi profili. Oltre ai nomi di Casini, Pera, Gianni Letta e Casellati, già emersi da diversi giorni, nelle ultime ore tra gli outsider è spuntata la figura di Elisabetta Belloni. Direttrice del Dis ed ex segretario generale della Farnesina, Belloni oltre che possibile candidata alla presidenza della Repubblica, viene anche ipotizzata come nome al centro di uno ‘scambio’ quasi da calciomercato, con Draghi al Colle e la direttrice del Dis a Palazzo Chigi.

Al via il gran ballo

Il quorum dei primi tre scrutini  sufficiente per eleggere il Presidente della Repubblica è 675 voti, dal quarto sono sufficienti 505 voti. Per consuetudine i Presidenti di Camera e Senato non votano. Ai 1009 elettori previsti, è venuto a mancare nelle ultime ore il deputato Vincenzo Fasano di Forza Italia morto ieri, alla vigilia dell’apertura delle elezioni di voto.

In totale, a livello di preferenze, il centro destra conta 45o voti , il centrosinistra 407. L’area di centro invece può contare su 57 voti.

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