Recovery Fund, Patto per il cambiamento contro Forza Italia: "'Una vittoria epocale' che tradisce i cittadini del Sud"

Il movimento "Patto per il cambiamento" denuncia la decisione di destinare al Sud solo il 40% delle risorse del Recovery Fund

"Che l'onorevole Cannizzaro e Forza Italia siano contenti del fatto che soltanto il 40% delle risorse del Recovery Fund vadano al Mezzogiorno è una circostanza che può far felici solo quanti sono abituati ad accontentarsi. In questo modo rischiano solamente di tradire e prendere in giro i cittadini del sud, tentando di spacciare come una conquista una circostanza che invece rischia di penalizzarci fortemente. Noi, e fortunatamente non siamo i soli, siamo quelli che non si accontentano e continuiamo a ribadire, con forza, che il Governo si attenga alle linee guida fissate dall'UE che riconoscono in almeno il 68% la quota necessaria al Sud per assottigliare le differenze col Nord del Paese".

È quanto afferma in una nota il coordinamento del movimento civico Patto per il Cambiamento capitanato dal civico Antonio Sapone.

"Così per come è concepito il Pnrr, infatti, è l'ennesimo schiaffo in faccia ai cittadini meridionali - prosegue la nota - che meritano, in un periodo storico di straordinaria importanza, maggiore considerazione e rispetto. Lo hanno reclamato i sindaci dell’Anci che, da mesi, si stanno battendo per innalzare al 60% la quota del Recovery Fund riservata alle regioni del Sud. Lo hanno chiesto con forza centinaia di sindaci, compreso il sindaco della nostra Città Metropolitana, appartenenti alla rete denominata Recovery Sud, che accoglie al suo interno primi Cittadini di ogni colore e provenienza politica, legati dalla convinzione che la spinta di propulsione che può dare il sud con gli investimenti europei previsti nel piano, costituisce un'occasione di sviluppo per l'intero Paese. Lo afferma la Svimez, l’associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno, che proprio al 60% ha indicato il tetto minimo per provare a diminuire le disuguaglianze fra il Meridione ed il Settentrione d'Italia, individuando in percentuali doppie rispetto a quelle applicate la giusta soglia relativa ai parametri indetti dall'Unione Europea per la redazione del Pnrr".

"Il sindaco Giuseppe Falcomatà, in qualità di delegato per le Politiche del Sud all’interno dell'Anci e di presidente regionale di Ali - Autonomie locali italiane, proprio alla ministra per il Sud Mara Carfagna ha ribadito la netta contrarietà alla previsione del solo 37% prima e del 40% poi di risorse destinate al Sud chiedendo al Governo, fra l’altro, anche di cancellare il criterio della spesa storica sui Livelli essenziali delle Prestazioni per eliminare il gap che inchioda il Paese su un’autentica discriminazione di cittadinanza" prosegue la nota di Patto per il Cambiamento.

"Oggi, Cannizzaro, esulta parlando di un "Sud che diventa centrale grazie a Forza Italia", ma dimentica di dire che proprio Forza Italia era completamente assente nella seduta della commissione bilancio al Comune, dove si è votata la mozione che chiede il raddoppio delle risorse per il sud, ed era parzialmente presente, col solo consigliere Ceratti, durante la seduta del Consiglio metropolitano, in cui tutti i partiti politici hanno approvato il documento, presentato successivamente al prefetto Mariani e trasmesso al Governo, in cui si chiede a Palazzo Chigi di raddoppiare le quote riservate al Sud all'interno del Recovery Fund".

"A noi non interessano le briciole - aggiunge Patto per il Cambiamento - qui si gioca una partita fondamentale per lo sviluppo sociale, economico e civile della parte più svantaggiata del Paese. Non è tempo di primogeniture o del tifo da stadio e ruffianerie di partito. È tempo in cui la politica dimostri maturità e concretezza. Per i politici del Sud, prima di ogni cosa deve venire il Sud. Rivendicano rispetto e più attenzione di fronte all’iniqua distribuzione delle risorse. La propaganda, invece, è un danno per quei cittadini che, ai ritardi atavici, adesso devono aggiungere le difficoltà di una pandemia che ha spazzato via qualsivoglia anelito di ripresa e riscatto economico. Questa fase, quindi, è sì di portata epocale per la natura degli interventi previsti dall’Europa; un’occasione unica ed irripetibile da non farsi sfuggire e che può davvero rappresentare il riscatto di un intero popolo ripetutamente umiliato e offeso. Se davvero il parlamentare Cannizzaro vuole giocarsi una partita storica, si unisca alla battaglia di civiltà di quanti chiedono l'attuazione delle linee guida dell'UE con l’innalzamento fino al 68% delle risorse del Recovery fund da destinare al Sud. In quel caso sì, esulteremo anche noi a fianco a lui per aver ottenuto una vittoria epocale".