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Finale playoff, la Viola si arrende al fotofinish: Avellino strappa Gara 1 al Palacalafiore 

Una tripla sulla sirena dell’ex Duranti condanna i neroarancio dopo una rimonta d'orgoglio

Redel Viola Felice Scandone Avellino Gara

Si apre con un verdetto amarissimo la finalissima playoff per la Redel Viola, che cede in casa alla Felice Scandone Avellino per 69-71. Davanti al pubblico delle grandi occasioni, i neroarancio pagano a caro prezzo l’avvio contratto e le grandi difficoltà nel limitare la fisicità e l’asfissiante pressione difensiva dei lupi irpini.

Una gara spesa costantemente all’inseguimento di una squadra ben preparata da coach Dell’Imperio, esperta e “lunga”. I ragazzi di coach Cadeo hanno mostrato un cuore immenso nel ricucire i tentativi di fuga biancoverdi, prima del clamoroso ed incredibile epilogo.

La partita

Dopo un primo quarto inizialmente equilibrato, i padroni di casa incappano in un pesante blackout in attacco e subiscono un parziale di 8-0, patendo oltremodo la fisicità e il dinamismo dei campani che, a sei minuti dall’avvio, si portano già sul 13-20. Coach Cadeo corre subito ai ripari chiamando timeout e gettando nella mischia forze fresche: dentro Marangon, Laganà, Clark e Agbordabi. Nonostante i cambi, il gioco a due tra Donda e Cantone, unito alle letali conclusioni dall’arco di Gay, permette agli ospiti di conservare l’inerzia. Dopo un tiro libero a segno di Laganà, Cantone con esperienza incrementa ulteriormente il divario, e Avellino chiude la frazione sul 19-28,.

Nel secondo quarto il canovaccio della gara rimane identico, i neroarancio rincorrono un avversario esperto e determinato con vari tentativi di rimonta che puntualmente si infrangono sul muro biancoverde. Scandone prosegue sulla stessa linea d’onda, pressando con costanza il portatore di palla neroarancio e sbarrando la strada dentro l’area piccola. La Viola perde lucidità e concretezza: i reggini provano a scardinare i meccanismi dell’ottima retroguardia avellinese attraverso una fitta circolazione del pallone e nuove letture offensive, ma gli irpini rispondono colpo su colpo e, grazie alle giocate di Cioppa, toccano nuovamente il +8 (28-36). Nel finale di frazione sale l’intensità: Fiusco e Marini portano energia e fisicità sul parquet, mentre Maresca replica alla tripla di Cioppa infiammando il palazzetto con il canestro del -3 (36-39). Le squadre vanno così al riposo lungo sul 36-41, con una gara che resta comunque apertissima.

La pressione della difesa biancoverde e l’incredibile finale al fotofinish

Al rientro dagli spogliatoi la difesa di Avellino non accenna ad allentare la morsa, mettendo in crisi i tiratori neroarancio che continuano a litigare con le percentuali dal perimetro. Sul fronte opposto, invece, Cioppa e Duranti colpiscono con precisione e costanza chirurgica, capitalizzando punti preziosi. La Viola tenta di rimanere a galla aggrappandosi alla regia illuminata di capitan Fernandez, ma la Scandone dimostra tutta la sua compattezza e determinazione. Scanzi (top scorer dei suoi con 11 punti) fa valere tutta la propria stazza fisica portando spalle a canestro i vari Marini, Fernandez e Laganà per crearsi spazio al tiro. Sul parquet volano colpi proibiti (tanti falli tecnici, anche per flopping) in una serie di duri scontri individuali, ma è Zampa a far esplodere il Palacalafiore con la bomba che riporta i neroarancio a un solo possesso di distanza. Il pubblico di casa ci crede e spinge l’ennesimo tentativo di rimonta della squadra reggina, ma nel finale è il biancoverde Ragusa, con due ottime giocate di pura esperienza, a sigillare il terzo quarto sul 50-57.

L’ultima frazione inizia con qualche minuto di ritardo a causa di un problema tecnico. Una volta riprese le ostilità, riparte la faticosa risalita dei neroarancio. La difesa di Avellino prosegue però nel suo lavoro asfissiante: la partita diventa spezzettata, contratta e sporcata da una lunga serie di falli ed errori da ambo i lati, sia al tiro che in fase di impostazione. Maresca prova a dare la scossa rompendo il digiuno offensivo con la tripla del momentaneo -6 (58-64), ma la Viola fatica enormemente a trovare fluidità e ritmo in attacco, sprecando diverse occasioni ravvicinate e commettendo troppi errori dalla lunetta. Laquintana, marcato a uomo e costantemente raddoppiato, non riesce a incidere come vorrebbe; a togliere le castagne dal fuoco ci pensano allora Clark e Marini, autori delle giocate giuste per riaprire definitivamente i giochi. Subito dopo arriva il riscatto dello stesso Laquintana (top scorer ed mvp della gara con 16 punti, 3 assist e 17 di valutazione) che, prima con un’invenzione da funambolo e poi con due pesantissimi tiri liberi, firma la parità assoluta (66-66).

I 28 secondi finali

Gara 1 si decide tutta negli ultimi, drammatici 28 secondi. Avellino elude i raddoppi neroarancio e, complice la disattenzione difensiva, Donda viene pescato solo nel cuore dell’area per la schiacciata liberatoria del +2 irpino. Cadeo chiama l’ennesimo timeout e rimette Laganà sul parquet per disegnare l’ultimo assalto. La strategia sembra funzionare: Laquintana penetra con decisione e scarica sul perimetro per Marini, che infila la tripla del clamoroso sorpasso (69-68). Sembra fatta, ma l’estasi del Palacalafiore dura un amen. Avellino batte velocemente la rimessa di fondo, elude la pressione dei neroarancio (che non “spendono” un fallo) e trova in contropiede Duranti: l’esterno biancoverde lascia partire un tiro pazzesco dalla lunghissima distanza che, proprio sulla sirena, si insacca decretando il 69-71

Un finale pazzesco che lascia l’amaro in bocca, col rammarico dei tanti errori negli ultimi possessi neroarancio. La Viola avrebbe anche potuto interrompere l’azione con un fallo “tattico”, ma i ragazzi di coach Cadeo, come ammesso dallo stesso tecnico a fine gara, non hanno avuto la lucidità e l’esperienza necessaria per bloccare sul nascere gli ultimi, letali possessi avversari. 

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La testa va già a mercoledì sera, quando sul parquet del Paladelmauro andrà in scena il secondo atto della serie. Per espugnare l’infuocato fortino di Avellino e rimettere la serie in parità, servirà la migliore Viola della stagione, capace di abbinare una difesa di ferro a una lucidità mentale assoluta per tutti i quaranta minuti.

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