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Reggina: sprechi continui, nel contesto di un campionato mediocre e che ha offerto tante opportunità

Quei tanti punti buttati nel momento cruciale della stagione

Torrisi tribuna

Una rabbia enorme. Difficile da contenere, impossibile da nascondere. Quella della Reggina dopo la prestazione di Gela è una delusione che va oltre il risultato: è il modo in cui è arrivato a preoccupare.

Perché non è solo una questione di punti persi, ma di atteggiamento. Una squadra che punta a vincere il campionato non può permettersi di scendere in campo senza quella ferocia, senza quella cattiveria agonistica che serve soprattutto contro avversari con motivazioni diverse. E invece, ancora una volta, si è vista una squadra lenta, prevedibile, poco incisiva.

Nel frattempo, c’è una classifica che a tre giornate dalla fine (quattro per gli amaranto) parla chiaro: in testa Savoia e Nissa, mentre Laaribi e compagni continuano a inciampare proprio dove non dovrebbero. I pareggi e le sconfitte contro Messina, Lamezia, Acireale e Gela gridano ancora vendetta: punti pesantissimi lasciati per strada contro squadre della parte bassa o senza più obiettivi concreti. Incredibile, ma vero.

Mercoledì si torna in campo, al Granillo, per il recupero contro l’Enna. Un’altra squadra con la necessità di fare punti per arrivare alla salvezza, un’altra partita che nasconde insidie. Il clima? Facile immaginare spalti semivuoti e malumore diffuso. L’ennesima delusione ha lasciato il segno, nel contesto di un campionato mediocre che per lungo tempo ha aspettato la Reggina, riacceso speranze e offerto tante possibilità di recupero, puntalmente sprecate.

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