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Reggio, 35 anni di violenze fisiche e psicologiche: condannato a 3 anni e 4 mesi

Il Tribunale lo ha condannato per maltrattamenti ultra trentennali in famiglia. Riconosciuta l'aggravante della presenza di minori

Violenza Donna

Il Tribunale di Reggio Calabria, ha emesso una sentenza il 17 dicembre, condannando un uomo a 3 anni e 4 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia aggravati.

L’imputato è accusato di aver inflitto per oltre trentacinque anni violenze fisiche e psicologiche alla moglie e ai figli, con le aggravanti dell’ubriachezza abituale e del fatto che i reati siano stati commessi in presenza dei figli, anche quando erano minorenni.

Nel corso del processo, la difesa, rappresentata dall’Avv. Marco Ielo, ha cercato di ridurre la responsabilità penale dell’imputato, concentrandosi sulle sue condizioni psichiche. In particolare, è stata avanzata la richiesta di escludere l’aggravante dello stato di ubriachezza abituale, proponendo, invece, il riconoscimento del vizio parziale di mente, previsto dall’art. 89 del Codice Penale.

La difesa ha fatto riferimento ai risultati di una consulenza tecnica d’ufficio (CTU), effettuata durante le indagini preliminari, per accertare la capacità dell’imputato di intendere e volere al momento dei fatti.

Tuttavia, il Giudice ha deciso di escludere l’aggravante dell’ubriachezza (art. 94 c.p.) ma ha ritenuto che la circostanza aggravante del reato commesso in presenza di minori (art. 61 n. 11-quinquies c.p.) fosse equivalente alla diminuente del vizio parziale di mente. Oltre alla condanna penale, l’imputato è stato altresì sanzionato con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, e con l’obbligo di risarcire i danni e le spese legali alla parte civile.

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