CCNL Sanità, Coina Rc: “Il piccolo passo dei 240 euro non basta”
Coina Reggio Calabria: "L'infermiere merita uno standard europeo, carriere trasparenti e merito. Basta con le discrezionalità e le discriminazioni gestionali"
03 Agosto 2026 - 09:09 | Comunicato Stampa

L’ipotesi di accordo per il nuovo CCNL Sanità porta con sé alcuni segnali concreti: gli incrementi medi per gli infermieri (+240€ lordi complessivi) e determinati adeguamenti normativi rappresentano una prima boccata d’ossigeno in un panorama economico e lavorativo da anni soffocante.
Tuttavia, come Sindacato Coina, riteniamo doveroso guardare la realtà con lucidità: siamo ancora ben lontani dallo standard professionale ed economico che la professione infermieristica merita e che riscontra nel resto d’Europa.
Il gap con il contesto europeo non si chiude solo con un ritocco stipendiale, ma richiede una vera rivoluzione strutturale e organizzativa.
Carenze organiche e organizzative sul territorio
Prima ancora di parlare di riallineamento agli standard europei, la sanità affronta vuoti gestionali intollerabili:
- Assenza di Coordinatori e Vice-Coordinatori: Molte unità operative continuano a essere prive di figure formali di coordinamento e vice-coordinamento. Chi ricopre questi ruoli di riferimento soffre da anni un totale mancato riconoscimento e rimane ostaggio di valutazioni spesso discriminatorie e prive di trasparenza.
- Mancanza dell’Ufficio Infermieristico (SITRA/DIPSA): In diverse realtà non è ancora garantita una vera direzione autonoma delle professioni infermieristiche. L’assenza o il depotenziamento di questa struttura impedisce la corretta pianificazione e la tutela delle risorse.
- Ingerenze e condizionamenti gestionali: La standardizzazione della professionalità infermieristica e il merito clinico continuano a essere bloccati da logiche di potere e condizionamenti esterni che precludono un’evoluzione moderna e indipendente del settore.
Le criticità contrattuali e le priorità per lo standard europeo
Nonostante i proclami, il testo contrattuale lascia irrisolti nodi cruciali per lo sviluppo clinico, legale e professionale dei lavoratori. Per Coina, le priorità non rinviabili sono:
- Autonomia clinica e prescrizione: In Europa l’infermiere dispone di prescrizione e di un’autonomia avanzata legata sul campo al proprio percorso formativo; in Italia ci si ostina a vincolare ogni reale evoluzione a paletti formali e burocratici, senza dare uno sbocco pratico immediato alle competenze acquisite.
- Riconoscimento automatico della formazione post-universitaria: Master, dottorati e corsi di alta formazione devono tradursi in scatti di carriera e indennità economiche certe, anziché rimanere privi di riconoscimento.
- Stop alle discrezionalità e alle discriminazioni: La valutazione delle competenze deve basarsi su indicatori clinici e formativi oggettivi. Le progressioni non possono rimanere ostaggio della disponibilità dei fondi locali o di scelte gestionali orientate da dinamiche di favore.
- Tutela e indennità adeguate: Garanzie reali, compensazioni economiche certe e valorizzazione per chi affronta turni usuranti, reparti ad alta intensità e responsabilità assistenziali ad alto rischio.
Tutelare chi ha dato la vita al Servizio Sanitario
Chi lavora in corsia, nei reparti e nei servizi territoriali ha dedicato l’anima, il corpo e anni di sacrifici familiari alla tutela della salute pubblica. Il riconoscimento del valore professionale, dell’esperienza e della competenza maturata sul campo è un diritto inviolabile che non può essere intaccato né condizionato da logiche di opportunità o di appartenenza.
”I 240 euro rappresentano un segnale che fa respirare la categoria, ma non possiamo spacciarlo per il traguardo finale. È paradossale parlare di standard europei quando nelle nostre strutture mancano ancora i coordinatori nelle unità operative e si fatica a garantire un Ufficio Infermieristico autonomo. La vera valorizzazione passa dall’autonomia clinica, dal riconoscimento delle competenze specialistiche e da un sistema di carriere basato esclusivamente sul merito oggettivo, libero da discriminazioni e condizionamenti gestionali.”
— Dott. Andrea Marino, Infermiere Legale e Forense, Segretario Provinciale Coina Provincia di Reggio Calabria
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