Corruzione seriale in commesse pubbliche: confisca per 6 mln di euro ad un imprenditore reggino
Appalti, corruzione e presunti pagamenti alle cosche: a Reggio Calabria scatta una confisca da oltre 6 milioni, sviluppo dell’operazione “NTER NOS”
09 Aprile 2026 - 16:29 | Comunicato Stampa

Il Comando Provinciale Guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto operativo dello S.C.I.C.O. e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale che dispone la confisca di società, immobili e disponibilità finanziarie per un valore stimato di oltre 6 milioni di euro. L’attività, diretta da questa Procura della Repubblica/Direzione Distrettuale Antimafia, costituisce un ulteriore sviluppo, sotto il profilo economico-patrimoniale, delle risultanze investigative e processuali acquisite nel corso dell’operazione denominata “NTER NOS” portata a termine nel 2021 dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria.
Operazione “NTER NOS”: il presunto cartello e la corruzione seriale
Nel corso di tale indagine, era emersa, in particolare, la figura di un imprenditore che aveva assunto un ruolo di primo piano nell’ambito di un “cartello d’imprese” preordinato alla corruzione seriale, duratura e sistematica di pubblici funzionari per l’aggiudicazione di pubblici appalti nel settore delle pulizie e delle sanificazioni, eliminando in questo modo ogni forma di concorrenza e ottenendo indebitamente il monopolio assoluto nel citato settore di mercato.
A tal fine, sarebbe stata costituita una “cassa comune” nella quale ciascun imprenditore avrebbe versato il proprio contributo finanziario destinato, da un lato, a corrompere i suddetti pubblici funzionari compiacenti e, sotto altro versante, a elargire pagamenti alle cosche di ’ndrangheta di Africo e Melito Porto Salvo, alle quali bisognava rivolgersi per poter lavorare sul territorio ove queste ultime compagini esercitavano la propria influenza criminale.
In molti casi, tali dazioni sarebbero continuate anche dopo il pensionamento dei pubblici funzionari corrotti, nella speranza che questi potessero mediare con i nuovi funzionari in favore degli imprenditori associati, anche mediante un rodato meccanismo di proroghe.
La confisca: società, immobile e conto corrente per 6,1 milioni
Alla luce delle richiamate evidenze investigative e delle indagini patrimoniali della Guardia di finanza, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta di questa Procura della Repubblica, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di una società cooperativa, delle quote di una società a responsabilità limitata (entrambe esercenti principalmente l’attività di “pulizia generale non specializzata di edifici”), di un immobile e un conto corrente, per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni e 100 mila euro.
