Reggio, giornata ecologica ad Arghillà nord. Residenti ripuliscono dalle erbacce e dai rifiuti
Il Coordinamento di Quartiere di Arghillà chiede al Comune un intervento di pulizia straordinario - FOTO
09 Marzo 2026 - 17:21 | Comunicato Stampa

Il Coordinamento di Quartiere di Arghillà, ETS composto da associazioni e cittadini della zona impegnati nella difesa dei diritti e dei beni comuni, ha scelto il week end della giornata internazionale della donna per fare un po’ di pulizia dalle erbacce e dai rifiuti che infestano Piazza Don Italo Calabrò e Largo Carlo Verardi, due luoghi simbolo di Arghillà, intestati a due illustri personalità che avrebbero dovuto simbolicamente rappresentare la rinascita del Quartiere ma che risultano abbandonati e vandalizzati.
I cittadini che si sono prestati a ripulire sia pur simbolicamente l’area, e in particolare la zona dove è stata ripristinata recentemente la Croce, quali abitanti del quartiere hanno avvertito la responsabilità collettiva per non aver saputo mantenere in modo dignitoso gli spazi comuni, e hanno pensato di dedicare qualche ora per recuperare per quanto possibile un minimo di agibilità all’area, grazie anche agli strumenti messi a disposizione da Ecologia Oggi.
Intervento per il decoro e la memoria delle periferie
Il Coordinamento ha chiesto inoltre al Comune di provvedere a un intervento più importante per rimuovere l’enorma massa di rifiuti che oltre a rendere invivibile la zona, offende la memoria delle personalità cui sono dedicate le piazze.
I vari Fabrizio, Patrizio, Andrea, Cristian e altri che hanno lavorato fianco a fianco hanno voluto dare una piccola testimonianza che è a un tempo una ammissione di responsabilità ma anche un segnale positivo perché con un piccolo impegno personale le cose possono e devono migliorare, nell’interesse di tutti, ovviamente con l’impegno anche delle tante associazioni che operano quotidianamente ad Arghillà ma soprattutto delle istituzioni e di coloro i quali sono preposti ad assicurare i servizi essenziali e il decoro “anche” nelle periferie più lontane e abbandonate e non pensare ad Arghillà solo come un problema di ordine pubblico.
