Reggio, a Palazzo Campanella il ricordo di Corrado Alvaro a 70 anni dalla morte
Morace: "Grandissimo intellettuale capace di capire dove stava andando la società"
20 Aprile 2026 - 16:36 | Redazione

A settant’anni dalla scomparsa di Corrado Alvaro il centro territoriale di Reggio Calabria dell’Associazione italiana parchi culturali ha organizzato, a Palazzo Campanella, il ‘Corrado Alvaro Day’.
Evento che si è sviluppato attraverso un seminario di studi dal titolo: ‘Corrado Alvaro, dalla Calabria all’Europa’ con la presenza di studiosi del calibro di Aldo Maria Morace, Antonio D’Elia e Giuseppe Lo Castro.
All’eurodeputata Giusy Princi e al maestro ceramista Vincenzo Ferraro è stato conferito il Premio nazionale AIParC Demetra ‘Irene Tripodi’, giunto alla XI edizione. È stato Aldo Maria Morace, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Corrado Alvaro a tracciare il profilo del grande scrittore calabrese.
“Qual è il motivo più importante per il quale è giusto ricordarlo? – ha detto – Perché è stato un grandissimo intellettuale, uno dei maggiori del suo tempo. Era uno capace di capire dove stava andando la società, aveva delle antenne vibratili. Era stato il primo a capire, per esempio, che cosa stava succedendo in Germania. È solo un esempio. – ha aggiunto – E poi la lettura della società contemporanea, a lui contemporanea, quindi del dopoguerra, i nuovi mostri che si stavano profilando. E poi è stato un grande scrittore, europeo”.
Sulla sua Calabria e sul rapporto con la sua terra, Morace ha parlato di “un amore disperato nel senso – ha spiegato – che tutta la sua poetica scaturiva da qua. Lui diceva che bisogna conservare il senso della tradizione e poi, sulla scorta di questa suggestione, andare a scoprire la società contemporanea.
Ma senza perdere i valori, come dire, architipici, primigeni della sua società, che era quella calabrese. È stato veramente fra i primi a comprendere che cosa stava succedendo in Europa.
Nel secolo della paura, nel secolo del razzismo, nel secolo della dispersione della personalità. Ecco, tutto questo Alvaro l’ha capito, e l’ha capito prima degli altri”. Ed ha concluso: “Oggi, ai giovani, cosa direbbe? Credo, di esercitare al massimo il proprio senso critico. Alvaro aveva paura dell’imbonimento della narrazione falsa che oggi, purtroppo, ci opprime”.
Una sottolineatura dovuta all’ampio spazio che quest’anno, il ‘Corrado Alvaro Day’, ha dedicato ai giovani, protagonisti del progetto A.I.PAR.C. ‘Calabria, terra mia: dalla Calabria all’Europa’ che ha premiato i migliori tra i trenta elaborati, tra testi, video e persino poesie, presentati dagli studenti.
“Lavori – ha spiegato il presidente nazionale AIParC Salvatore Timpano – che testimoniano un lavoro profondo e partecipato. I ragazzi non si sono limitati a leggere, ma hanno interpretato, rielaborato, offerto una visione contemporanea della Calabria e del suo possibile ruolo in Europa”.
Ha portato i saluti del presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, assente per concomitanti impegni istituzionali, il portavoce Francesco Chindemi che nel sottolineare l’impegno degli organizzatori ha affermato che “autori, proprio come Alvaro, che appartengono profondamente alla nostra identità, hanno saputo parlare ben oltre i confini della Calabria: all’Italia e all’Europa”.
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