Call center Enel, Reggio aderisce allo sciopero nazionale. I sindacati: ‘Difendiamo lavoro, dignità e futuro’

"L’adesione delle lavoratrici e dei lavoratori conferma una preoccupazione diffusa rispetto alle prospettive occupazionali e al rischio concreto di arretramenti sul piano dei diritti". La nota di CGIL, CISL e UIL


Anche Reggio Calabria partecipa con forza allo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center in appalto Enel, proclamato dalle Segreterie nazionali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL. Un’adesione significativa in un territorio dove il settore dei servizi di customer care rappresenta una leva fondamentale per l’occupazione e la tenuta sociale.

Nel territorio reggino, lo sciopero coinvolge direttamente le aziende System House, Datacontact e Netith GPI, realtà che impiegano centinaia di addetti e addette impegnati nelle attività di customer care per Enel ed E-Distribuzione. L’adesione delle lavoratrici e dei lavoratori conferma una preoccupazione diffusa rispetto alle prospettive occupazionali e al rischio concreto di arretramenti sul piano dei diritti, della continuità lavorativa e del rispetto della territorialità.

La mobilitazione e la difesa della clausola sociale

Al centro della mobilitazione vi è il tentativo di eludere la clausola sociale prevista dalla legge e dal CCNL delle Telecomunicazioni, attraverso bandi di gara che non garantiscono la salvaguardia occupazionale né la permanenza delle attività sui territori. Una situazione che, se non corretta, rischia di colpire duramente aree già fragili come quella reggina, dove il lavoro nei call center rappresenta spesso l’unica opportunità occupazionale stabile.

«Difendere la clausola sociale significa difendere il lavoro, la dignità e il futuro di intere comunità – dichiarano le organizzazioni sindacali –. A Reggio Calabria, come nel resto del Paese, non accetteremo scelte che scaricano sui lavoratori il peso di logiche di risparmio e del massimo ribasso».

Lo sciopero del 9 gennaio e le prossime iniziative

Lo sciopero del 9 gennaio rappresenta quindi un passaggio cruciale: non solo una protesta contro i cambi di appalto che minano la stabilità occupazionale, ma anche un segnale forte lanciato da territori come Reggio Calabria, che rivendicano il diritto a uno sviluppo fondato su lavoro stabile, regole certe e responsabilità sociale delle grandi committenze.

Le iniziative di oggi segnano l’inizio di un percorso di mobilitazione che proseguirà se non arriveranno risposte concrete da Enel e dalle istituzioni competenti, affinché venga garantita la piena applicazione della clausola sociale e il rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici di System House, Datacontact e Netith GPI.