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Reggio, prestigioso dibattito alla Mediterranea sull’enciclica di Papa Leone XIV

L'intelligenza artificiale e la tecnologia finiscono sotto la lente della Chiesa. All'Università si è relazionato sul presente ed il futuro della nostra società

tavolo relatori unirc

L’evento culturale intitolato “In dialogo su Magnifica Humanitas” ha rappresentato un momento di fondamentale importanza scientifica e pastorale per il territorio calabrese. L’iniziativa, organizzata in sinergia tra l’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova e l‘Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, ha messo al centro del dibattito contemporaneo le sfide antropologiche sollevate dall’avvento delle nuove tecnologie. Il convegno con l’obiettivo di analizzare l’impatto sociale, etico e comunicativo dei sistemi computazionali, ha promosso un confronto trasversale capace di unire la visione teologica alle più recenti evoluzioni della ricerca accademica sul tema dell’algoretica e dell’apprendimento automatico.

L’apertura dei lavori accademici all’Aula Magna Quistelli

I lavori del prestigioso simposio sono stati aperti dal Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, il quale ha accolto la folta platea di studiosi, accademici, autorità civili, autorità militari e cittadini. L’introduzione e la moderazione dell’intero impianto della discussione scientifica sono state affidate a Vincenzo Romeo, noto vaticanista del Tg2. L’incontro si è tenuto nella splendida cornice dell’Aula Magna Quistelli, una delle location più istituzionali del polo accademico reggino, confermando la forte centralità della tematica per lo sviluppo strategico e culturale del territorio metropolitano.

Le relazioni degli esperti e le conclusioni dell’Arcivescovo

Il tavolo dei relatori ha visto il prezioso contributo di Mons. Lucio Adrian Ruiz, segretario del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, il quale ha approfondito le direttrici comunicative ed ecclesiali dell’umanità digitale. Accanto a lui ha relazionato a distanza il Prof. Carlo Morabito, presidente dell’associazione Reti Neurali, e il Prof. Massimiliano Ferrara, ordinario di Artificial Intelligence & Machine Learning all’UniRc. Le conclusioni del convegno sono state tracciate dall’Arcivescovo Mons. Fortunato Morrone, che ha raccolto li spunti emersi in un’ottica di sintesi etica e pastorale.

La soddisfazione e l’accoglienza del Magnifico Rettore Giuseppe Zimbalatti

“Non è la prima volta e spero non sia l’ultima che l’università ospita e coorganizza iniziative di questo tipo avere il privilegio, l’onore di discutere, dialogare sulle encicliche del Santo Padre e credo che sia un momento altissimo di cultura perché i messaggi che vengono fuori dalle encicliche papali della Santa Sede sono sempre dei messaggi universali che hanno una ricaduta assolutamente trasversale e sono di straordinaria utilità e valenza per i credenti ed i non credenti e in particolare questa enciclica di Papa Leone XIV è una enciclica che mette a fuoco tutte le ricadute che il progresso tecnologico ha sull’umanità e sul modo stesso con cui si sta evolvendo per evitare che si involva vittima del tecnicismo”. 

L’intelligenza artificiale nei corsi di studio della Mediterranea

“Abbiamo avviato un percorso anche in maniera avanguardista abbiamo conferito una laurea honoris causa pochi mesi fa proprio a Padre Benanti. Proprio sul valore dell’algoretica, su questo concetto che coniuga l’algoritmo con l’etica per cui crediamo di essere al passo con le esigenze di diffusione culturale della nostra città”.

tavolo relatori
L’intervento a distanza del professore Francesco Carlo Morabito ha coinvolto i presenti con numerosi approfondimenti tecnici legati alla sua costante ed importante ricerca nel mondo della società dell’informazione

L’approfondimento accademico del professore Massimiliano Ferrara (UniRC)

“La grande operazione culturale che promuove questa enciclica, che a mio avviso sarà veramente spartiacque per costruire un nuovo dialogo tra cultura umanistica, teologica, tecnologia e tecnocrazia, è quella di interpretare i prodromi della dottrina sociale in chiave tecnologica per far capire come tutto fa parte di un unico disegno di Nostro Signore. Quindi è un’operazione molto importante perché oltre ad individuare dei moniti ai quali coloro che operano nell’ambito della tecnologia dovranno ovviamente per i credenti, dovranno attenersi da anche delle direttrici di sviluppo di questa nuova e importante tecnologia che deve essere posta al servizio dell’uomo, non lo dovrà sostituire ma dovrà amplificare le sue capacità e questa è la grandezza, il contenuto che contiene questa enciclica, cioè l’uomo non deve avere paura, deve riscoprire fiducia nell’interpretazione di quelli che sono sempre disegni di Dio e questa è anche l’intelligenza artificiale, questa scoperta come altre scoperte che ci sono state nel passato, nei millenni, nel corso della vita dell’uomo, sono delle scoperte che all’inizio possono sembrare disruptive, molto distruttive e anche rigeneratrici, ma dall’altro punto di vista indicano nuovi scenari di sviluppo di quella che è l’immensa e sempre alla ricerca di nuove scoperte, evoluzione dell’uomo”.

Mons. Lucio Adrian Ruiz, segretario del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede

“Penso che ci troviamo in una epoca fondamentale dove tutto sta cambiando. Vediamo che l’era digitale, con la presenza dell’intelligenza artificiale che è pervasiva, ci invita a riflettere chi siamo noi e come approcciare questa nuova realtà. Perché senza ombra di dubbio l’uomo, l’essere umano, sempre sta al centro della realtà. Però noi abbiamo bisogno di scoprire la nostra centralità in questa epoca. E quindi l’enciclica ci dà degli spunti molto importanti per riflettere circa il lavoro, circa lo studio, circa la relazione, circa la verità. E quindi oggi siamo invitati a riflettere esattamente quello. Perché non si tratta soltanto di usare gli strumenti ma di saper vivere in questa nostra cultura”.

L’enciclica è una bussola per orientarsi nel labirinto della modernità per Enzo Romeo, vaticanista del tg2

“Siamo in un momento di profondissimo cambiamento, queste innovazioni tecnico-scientifiche incidono a tutti i livelli, anche a livello antropologico, a livello spirituale, religioso, mettono in discussione tante cose che davamo per certe e che non lo sono più, forse apparentemente almeno, e di fronte a tutto questo c’è bisogno di una bussola, questa inciclica di Papa Leone la offre, una bussola che ci indichi un percorso, che ci indichi un cammino, che non ci faccia perdere in questo labirinto della modernità in cui siamo tutti coinvolti con il digitale, con l’intelligenza artificiale e via dicendo. Da questo punto di vista credo che sia un passo importante, forse il passo più importante fatto finora dai leader mondiali, perché non mi pare che ci siano state ancora occasioni come questa per riflettere profondamente su qualcosa che incide quotidianamente nella nostra vita. Un strumento veramente importante come ha detto lui di riflessione, ma anche di rileggere se stessi nel rapporto con i valori più profondi.A cominciare dal titolo che ha scelto il Papa, questa magnifica umanità, intanto dobbiamo essere convinti che la nostra umanità è magnifica, perché tante volte, specialmente in un momento così di guerre, di crisi, di difficoltà a tutti i livelli, potremmo invece avere qualche dubbio su questo. Il Papa ribadisce che invece c’è tanta positività in noi, ma bisogna fare questo lavoro di approfondimento, di riflessione, perché questi grandi strumenti che ci vengono dati per migliorare la nostra vita siano utilizzati effettivamente per quello. Oggi l’intelligenza artificiale, per rimanere soltanto la cosa di cui più si parla, serve soprattutto alla costruzione di droni a scopo bellico, per l’elaborazione magari di fake news, potrebbero servire per cose migliori e ben diverse”.

Le conclusioni affidate all’Arcivescovo Mons. Fortunato Morrone

“Penso che ci troviamo in una epoca fondamentale dove tutto sta cambiando. Vediamo che l’era digitale, con la presenza dell’intelligenza artificiale che è pervasiva, ci invita a riflettere chi siamo noi e come approcciare questa nuova realtà. Perché senza ombra di dubbio l’uomo, l’essere umano, sempre sta al centro della realtà, ma noi abbiamo bisogno di scoprire la nostra centralità in questa epoca”.

L’impatto dell’era digitale e le riflessioni sull’essere umano

“L’enciclica ci dà degli spunti molto importanti per riflettere circa il lavoro, circa lo studio, circa la relazione, circa la verità. E quindi oggi siamo invitati a riflettere esattamente quello, perché non si tratta soltanto di usare gli strumenti, ma di saper vivere in questa nostra cultura. Saper vivere in questa cultura”.

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