Reggio in Bici, Quattrone: ‘Scelte ottuse dell’amministrazione Falcomatà. Spreco da oltre 1,2 mln’
Un finanziamento da oltre 1,2 milioni di euro che avrebbe dovuto accompagnare la città verso una mobilità più sostenibile, moderna e integrata
09 Luglio 2026 - 16:59 | di Redazione

Il caso Reggio in Bici continua a far discutere. Dopo l’articolo pubblicato questa mattina sul flop del servizio di bike sharing e sulla rimozione della colonnina di piazza Italia, arriva il commento dell’ex assessore comunale all’§Urbanistica e Smart City Agata Quattrone.
Un intervento che riporta il dibattito sulle responsabilità politiche e gestionali degli ultimi anni. Per Quattrone, il fallimento del progetto non sarebbe legato all’idea del bike sharing in sé, ma al modo in cui il servizio è stato gestito e progressivamente abbandonato.
“Scelte ottuse e mala gestio del servizio”
L’ex assessore punta il dito contro le scelte dell’Amministrazione Falcomatà degli ultimi anni.
“Le scelte ottuse dell’Amministrazione Falcomatà degli ultimi anni, la mala gestio di questo servizio, a partire dalle tecnologie e dal modello di business insostenibile applicati, e il non aver realizzato compiutamente e con criterio le piste ciclabili previste dal PON Metro e le azioni correlate del PUMS, hanno portato allo spreco del finanziamento di oltre 1,2 milioni di euro del Progetto Reggio in Bici”.
Parole, che riaprono il tema di un progetto nato con ambizioni importanti e finito, nei fatti, tra mezzi spariti, bici vandalizzate, colonnine non funzionanti e strutture ormai inutilizzate.
Il progetto ottenuto nel 2016
Quattrone ricorda anche l’origine del finanziamento.
Il progetto “Reggio in Bici”, secondo quanto evidenziato dall’ex assessore, era stato ottenuto nel 2016 grazie all’impegno dell’Assessorato alla Mobilità e alla Smart City, che aveva portato all’aggiudicazione di un bando del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Un finanziamento da oltre 1,2 milioni di euro che avrebbe dovuto accompagnare la città verso una mobilità più sostenibile, moderna e integrata.
Il risultato, però, è stato diverso. Il servizio, lanciato nel 2019, ha funzionato solo per un breve periodo. Poi il lento declino, fino al caso simbolico di piazza Italia, dove la colonnina è stata rimossa.
“Il bike sharing non va smantellato”
Nel suo intervento, Quattrone non boccia il bike sharing. Anzi, difende la validità del servizio.
“Il Bike Sharing è un servizio utile alla città, che non va smantellato ma implementato e gestito con competenza, in una logica integrata e di sostenibilità così come era stato inizialmente ideato. Mi auguro davvero che si proceda in questo senso”.
Il punto, dunque, non sarebbe cancellare l’idea, ma ripartire da una gestione diversa. Con competenza, manutenzione, controlli, tecnologie adeguate e un modello realmente sostenibile.
Ora la scelta passa alla nuova amministrazione
La rimozione della colonnina di piazza Italia segna un passaggio importante. Potrebbe essere l’inizio dello smantellamento definitivo di ciò che resta di “Reggio in Bici”. Oppure il primo passo verso una revisione complessiva del servizio.
La nuova amministrazione dovrà decidere quale strada seguire.
Il bike sharing, se gestito bene, può essere ancora uno strumento utile per il centro storico, il lungomare, gli spostamenti brevi, il turismo e la mobilità quotidiana. Ma non può più restare un servizio fantasma, fermo, incompleto e senza una guida chiara.
Dopo anni di abbandono, Reggio ha bisogno di capire se “Reggio in Bici” è un capitolo chiuso o se può ancora essere salvato. Ma, questa volta, con un progetto serio.
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