Reggio, nuovo locale in città. Apre ‘Nonna Lucia’: ‘Qui ogni giorno è domenica’

Un locale che ricrea il calore delle cucine di una volta: piatti abbondanti, sapori calabresi e un invito semplice - “Ndi virimu a casa ra nonna”

Nonna Lucia ()

Ci sono posti che, appena varcata la soglia, ti fanno sentire subito al sicuro. Posti che non hanno bisogno di essere illustrati, perché parlano con gli odori, con i dettagli, con quella sensazione familiare che ti prende allo stomaco prima ancora dell’assaggio. Nonna Lucia, il nuovo locale che ha da poco aperto le sue porte nel cuore di Reggio Calabria, nasce esattamente da qui: dall’idea di ricreare l’atmosfera di una casa vera, di quelle dove il sugo sobbolle piano, il piatto è sempre pieno e nessuno ti lascia andare via senza averti fatto mangiare bene.

Nonna Lucia ()

In via XXIV Maggio 25, nel centro città, ha preso forma un progetto che mette al centro la cucina calabrese più autentica, quella che non ha bisogno di effetti speciali perché ha già tutto: sapore, memoria, identità. Non un ristorante nel senso classico del termine, ma un luogo che prova a colmare un bisogno semplice e profondissimo: quello di tornare a sentirsi accolti, coccolati, quasi rimessi al mondo da una carezza, da un profumo, da un piatto che sa di famiglia. In poche parole, sentirsi di nuovo a casa della nonna.

La tradizione calabrese nel cuore della città

È questa l’anima dell’attività che vede al timone due giovani imprenditori reggini, Agostino Crucitti e Antonio Smorto, che hanno scelto di puntare su un’idea concreta, vera, riconoscibile. Un’idea che affonda le mani nella tradizione calabrese e la porta in tavola senza travestimenti. All’interno del locale tutto parla della nostra terra: dai salumi ai vini, passando per le materie prime, ogni elemento racconta una Calabria genuina, orgogliosa, profondamente legata alle sue radici.

Nonna Lucia ()

Non c’è la volontà di costruire un format artificiale o di inseguire definizioni di moda. Qui il punto è un altro: ricreare la Calabria vera, quella delle nonne, dei miti e delle leggende, delle famiglie strette attorno allo tavolo, delle innumerevoli sedute, il cibo come linguaggio d’amore. Una Calabria che sa essere leggera, accogliente, istintiva. Una Calabria che non giudica, ma ama. Che non esclude, ma chiama a tavola.

Anche lo spazio è stato pensato in questa direzione. A occuparsi del restyling del locale è stato l’architetto Sebastiano Fabio Latella, che ha saputo trasformare un’idea precisa in una realtà concreta, dando forma a un ambiente capace di trasmettere calore, identità e senso di appartenenza. Il risultato è un luogo che non sembra costruito a tavolino, ma vissuto. Un posto che restituisce immediatamente la sensazione di essere entrati in una casa dove tutto è rimasto al posto giusto.

Nonna Lucia ()

Novità e sapori autentici: dal pranzo alla cena

Il messaggio, del resto, è chiaro fin dal principio: ogni giorno può essere domenica, perché ogni giorno è quello giusto per concedersi il piacere di una tavola apparecchiata bene, di una cucina sincera, di un momento da condividere. A partire dalla prossima settimana, il locale introdurrà una significativa novità nel proprio modello di business, estendendo l’apertura sia a pranzo che a cena. L’obiettivo è quello di diversificare l’offerta per intercettare target differenti: dal lunedì al venerdì, infatti, sarà disponibile un menù business più agile e veloce, pensato appositamente per le esigenze dei lavoratori.

Nonna Lucia ()

Questa proposta pomeridiana non rinuncerà alla qualità, proponendo una selezione dei piatti forti del menù serale affiancata da opzioni più rapide. Ma le novità non si fermano qui: per consolidare l’identità del locale non solo come ristorante serale ma come punto di riferimento gastronomico a tutto tondo, verrà presto inaugurato un corner espositivo. In questo spazio, i turisti e i clienti abituali potranno acquistare i prodotti d’eccellenza del ristorante per portarli con sé, trasformando l’esperienza culinaria in un ricordo tangibile da gustare anche a casa.

Nonna Lucia ()

Perché in fondo, in un modo o nell’altro, una Nonna Lucia l’abbiamo avuta tutti. E chi non l’ha avuta, o purtroppo non ce l’ha più, qui può ritrovare almeno una parte di quella magia. La condivisione, dopotutto, è una delle cose più vere dell’essere calabresi. E allora questo menù non vuole spiegare niente, non vuole raccontarsi come un concept, non vuole nemmeno fare il menù. Vuole essere un ricordo. Uno di quelli belli, che sanno di casa e restano addosso.

E poi c’è lei, la voce di Nonna Lucia, che mette tutti d’accordo con la schiettezza che solo certe cucine conoscono davvero:

“Si voi mangia, sinò va fattilla nto cu**”

Nonna Lucia ()

E se proprio non ti piace niente, tranquillo: una tazza di latte si trova sempre. Poi però, come direbbe lei, “vai e ti curchi”. Antonio Smorto e Agostino Crucitti lo dicono con semplicità, come si fa quando l’invito è sincero: “Ndi virimu a casa ra nonna”.