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Spazio psicologia 3.0: il corpo che sente, il corpo che parla


“Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo” afferma Alexander Lowen.

Il corpo, infatti, non è solo lo strumento tramite il quale sperimentiamo la nostra esistenza, con il quale stiamo al mondo e comunichiamo con l’esterno; esso è anche la via per instaurare un dialogo interno, comunicandoci cose essenziali da ascoltare. Il linguaggio del corpo è un linguaggio fatto di segnali, la cui decodificazione è un atto necessario per il raggiungimento del benessere psicofisico. La psicosomatica, ad esempio, è quella branca della psicologia che teorizza la connessione tra un sentimento non espresso ed un malessere che viene espresso tramite il corpo: lo stomaco brucia quando la rabbia non può uscire, il nostro fisico ingrassa quando cresce l’insoddisfazione, il mal di testa si fa sentire quando i dubbi ci assalgono. Ma cosa si può fare per entrare in contatto con noi stessi? Come riconoscere e significare i piccoli segnali che vengono mandati dal nostro corpo? Quali tecniche potremmo utilizzare per migliorare la nostra salute psico-fisica?

A fornirci indicazioni utili sul nostro corpo e sulla somatizzazione è la Dott.ssa Vittoria Chilà, psicologa Socia PLP

Quando si afferma che il “corpo somatizza” cosa si intende di preciso?

La somatizzazione può essere definita come un processo di autoregolazione che tutto l’organismo mette in atto quando sente minacciato il proprio equilibrio. Si innescano una serie di meccanismi, attraverso i quali le emozioni non espresse o ignorate da lungo tempo si manifestano come sintomi nel corpo.

Di cosa si occupa la psicosomatica?

La psicosomatica si occupa di decifrare i messaggi che il nostro mondo interno (pensieri, emozioni, sensazioni) ci invia attraverso il corpo (sintomi, malesseri, cronicizzazioni), e di individuare gli strumenti per ristabilire un dialogo che riporti l’equilibrio tra mondo interno e corpo, favorendo la risoluzione dei sintomi e della malattia.

Esiste una predisposizione a sviluppare una malattia psicosomatica?

Attualmente, in ambito scientifico, non ci sono studi che dimostrano in modo evidente l’esistenza di una predisposizione alla somatizzazione, piuttosto alcuni fattori potrebbero favorirla, come l’esposizione prolungata a fattori stressanti, il mancato accudimento dei bisogni primari o eventi traumatici.

Quali sono, secondo Lei, le manifestazioni psicosomatiche più frequenti?

Le manifestazioni psicosomatiche accadono quotidianamente, il corpo ci parla sempre, per esempio la rabbia aumenta la pressione arteriosa, l’ansia accelera il battito cardiaco, l’amore ci fa sentire le farfalle nello stomaco. Queste semplici manifestazioni si trasformano in sintomi patologici quando non vengono ascoltati o repressi, e tra questi, i più frequenti sono quelle dell’apparato respiratorio (asma bronchiale), dell’apparato cardiocircolatorio (ipertensione, tachicardia) e dell’apparato gastrointestinale (colite, ulcera, gastrite).

Come ci accorgiamo che ci troviamo di fronte ad un disturbo psicosomatico?

È necessario valutare che i sintomi fisici non derivino da una condizione medico generale, dagli effetti diretti dell’utilizzo di una sostanza, e che non siano prodotti intenzionalmente, ma rappresentino la conseguenza di un disagio psichico ed emozionale.

Spesso per ascoltare il corpo viene consigliata l’arte della meditazione, esiste qualche relazione tra la meditazione e salute psicosomatica?

Sperimento la meditazione da diversi anni, come insegnante di yoga. Ritengo che sia uno strumento molto utile per diventare più consapevoli dei pensieri, delle emozioni e delle sensazioni corporee; può rappresentare un supporto, un aiuto, ma non può sostituire in nessun caso un intervento terapeutico nel momento in cui si manifesta un disturbo psicosomatico.

Quanto è importante sapere ascoltare il nostro corpo?

È fondamentale imparare ad ascoltare ed amare il proprio corpo perché l’essere umano è un organismo unico, un’interconnessione corpo-mente-spirito. Se una delle parti non funziona, tutto il sistema ne soffre. Se diamo il giusto ascolto ad ogni parte, tutto il sistema sorride.

Che consiglio darebbe a chi ci sta leggendo?

Allenarsi ad ascoltare il proprio corpo e a riconoscere le proprie emozioni, lasciandosi fluire con amore e gratitudine verso ogni parte di se stessi.

Grazie alle utili indicazioni della Dott.ssa Chilà, abbiamo appreso l’importanza di ascoltare il nostro corpo per raggiungere un equilibrio utile a prevenire eventuali malattie somatiche.
La bioenergetica, ad esempio, è un tipo di terapia indicata per la cura dei disturbi psicofisici. Lowen, padre della bioenergetica, sostiene che ogni individuo dispone di un’energia vitale, essenziale sia per l’interazione corpo-mente, sia per il controllo degli stati fisici e mentali.

Scaricando e ricaricando questa energia vitale, attraverso tecniche di respirazione, esercizi fisici di rilassamento muscolare o di posizioni e contatti corporei, è possibile eliminare blocchi energetici che inibiscono il piacere e la gioia di vivere tornando cosi a far vibrare il corpo e, di conseguenza, l’emotività. Solo riconoscendoci nella nostra totalità mente- corpo e solo attribuendo al corpo una dimensione ontologica possiamo raggiungere e mantenere nel tempo un benessere psico-fisico.

Rubrica creata e ideata da PLP
A cura della Dr.ssa Gaia Malara

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