Unical, innovazione sociale e riutilizzo di beni confiscati spiegate a 100 studenti

Se i beni sono realmente trasformati in ‘produttori’ di valore sociale possono essere considerati occasioni di sviluppo locale

Innovazione sociale e riutilizzo dei beni confiscati alle mafie: esperienze a confronto” è il tema del seminario promosso dal Laboratorio di Pedagogia dell’Antimafia del Dipartimento di Culture, Educazione e Società, che si terrà il prossimo venerdì 3 maggio, alle ore 10.00, presso l’Aula Caldora dell’Università della Calabria.

Un tema importante per esplorare la problematica dei beni confiscati e, al tempo stesso, proporre buone pratiche ed esempi virtuosi che possano coinvolgere soprattutto le giovani generazioni.

L’esperienza insegna che l’impatto di un bene confiscato valorizzato va oltre l’aspetto simbolico, seppur importante, legato al riscatto della comunità dal potere mafioso.

Inoltre, se i beni sono realmente trasformati in ‘produttori’ di valore sociale, con azioni collettive e anche attività economiche sostenibili, possono essere considerati occasioni di sviluppo locale.

Partendo dalla riappropriazione di un ‘bene comune’ è possibile costruire percorsi di coesione e inclusione sociale, iniziative di economia civile, capaci di generare una ritrovata fiducia nel territorio e alternative credibili alle economie e alle logiche criminali.

A intervenire sul tema saranno: il prof. Giancarlo Costabile, del Laboratorio di Pedagogia dell’Antimafia dell’Unical, per l’aspetto pedagogico-sociale; l’ingegnere Giulia Fresca, per gli aspetti tecnici di innovazione del riuso e valorizzazione  dei beni; il giornalista Michele Inserra, Capo Redattore de Il Quotidiano del Sud, per l’esposizione di casi reali che hanno avuto ampio risalto sulla stampa.

La destinazione dei beni confiscati a usi sociali e di pubblica utilità può, e deve riuscire, produrre effetti importanti sui territori del Mezzogiorno: dalla creazione di lavoro e occupazione, alla riaffermazione del valore etico e civico derivante dalla riappropriazione da parte delle comunità di ciò che le è stato sottratto con la violenza, dal contrasto al disagio sociale e all’emarginazione, al sostegno di minori, famiglie svantaggiate, anziani e tossicodipendenti.

Per tale motivo, l’incontro è stato scelto da 100 studenti delle quinte classi provenienti dall’Istituto di Istruzione Superiore “Pitagora” di Policoro, che giungeranno all’Unical, accompagnati dai loro tutor, per partecipare all’iniziativa grazie anche alla possibilità offerta alla scuola dal Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020 – Asse I – Istruzione – Fondo Sociale Europeo (FSE) rivolto alle azioni di orientamento, continuità e sostegno alle scelte dei percorsi formativi.

Un evento molto importante che segnerà, per i giovani lucani, l’occasione di poter intraprendere un viaggio nelle conoscenze multidisciplinari necessarie ad affrontare un tema come quello dei beni confiscati, oltre che a scegliere, per il prossimo anno, l’ateneo calabrese per un percorso di studi più idoneo alle aspirazioni personali.

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