Reggio, a Palazzo Crupi si aprono i ‘Cieli dell’arte’. Colasanti: ‘La bellezza può cambiare il mondo’
Inaugurata questa mattina la mostra curata da Arnaldo Colasanti. Esposte 37 opere, con nomi di respiro internazionale. Castorina: “Un luogo attrattivo per la città”
30 Aprile 2026 - 14:58 | di Redazione
È stata inaugurata questa mattina al Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria, la mostra “Cieli dell’arte”, nuovo appuntamento culturale promosso dalla Città Metropolitana.
Un’esposizione che porta a Reggio 37 opere e nomi di grande rilievo del panorama artistico internazionale e italiano. Tra i riferimenti citati dal curatore Arnaldo Colasanti, figurano Picasso, de Kooning, Burri e altri grandi maestri legati anche al mondo delle Biennali.
La mostra resterà aperta fino alla fine di giugno e sarà visitabile con ingresso libero.
Colasanti: “L’arte è un modo per cambiare il mondo”

Nel suo intervento, il curatore Arnaldo Colasanti ha spiegato il senso più profondo dell’iniziativa. Non solo una mostra, ma un invito a tornare alle parole essenziali della vita: studio, memoria, profondità, intelligenza, capacità di immaginare il nuovo.
“La nostra idea è che l’arte è un modo per cambiare il mondo. Oggi il mondo sta andando a pezzi. E come lo cambia il mondo? Rimettendo in gioco alcune parole chiave, che sono quelle fondamentali della vita”.
Colasanti ha rivolto un pensiero anche ai più giovani, chiamati a comprendere il valore dell’arte come esercizio di libertà e di conoscenza.
“La profondità, l’intelligenza, lo studio, la memoria, la voglia di inventare qualcosa di nuovo: specialmente i più giovani lo devono capire”.
Per il curatore, in un tempo segnato da crisi, paure e fragilità collettive, l’arte può diventare uno spazio di respiro.
“Siamo assediati dalle pandemie in poi. Forse l’arte è un varco di grazia, di bellezza”.
“Una mostra che onora Palazzo Crupi”

Colasanti ha poi sottolineato il valore simbolico del luogo che ospita l’esposizione. Palazzo Crupi, da bene sottratto alla criminalità a presidio culturale, diventa ancora una volta spazio pubblico, aperto alla città.
“È una mostra capace anche di onorare questo palazzo, che ha in sé una visione di dignità civile, di recupero di tutte quelle cose che i delinquenti hanno fatto in questi periodi”.
Da qui il messaggio centrale dell’iniziativa: l’arte come bellezza, ma anche come responsabilità.
“Noi crediamo che l’arte sia un impegno civile, ma in quanto bellezza”.
Castorina: “Palazzo della Cultura diventa davvero luogo di cultura”

Soddisfazione è stata espressa anche dal capo di gabinetto Antonino Castorina, che ha evidenziato il lavoro portato avanti dalla Città Metropolitana per riempire Palazzo Crupi di contenuti.
“Il Palazzo della Cultura diventa un luogo realmente di cultura, è attrattivo. Il sindaco Carmelo Versace ha voluto fortemente che questo palazzo possa essere riempito di contenuti”.
Castorina ha rimarcato il livello dell’esposizione e il valore dell’ingresso gratuito, elemento che consente a tutti di avvicinarsi all’arte.
“Oggi è una mostra di livello internazionale, con quadri di Picasso e de Kooning, ingresso libero. La possibilità quindi di accedere per tutti, per vedere cultura”.
Arte, sport e turismo: Palazzo Crupi come spazio vivo

La mostra “Cieli dell’arte” si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del Palazzo della Cultura. Castorina ha ricordato anche la presenza, al piano superiore, di contenuti legati allo sport, con la mostra dedicata a Paolo Rossi, in una visione che punta a rendere l’edificio un luogo vivo, frequentato e riconoscibile.
“Siamo soddisfatti di questo risultato importante per la città, per la collettività, per chi ama l’arte, per chi ama la cultura, per chi pensa che questi luoghi e le istituzioni possono essere elementi di aggregazione e di attrattiva turistica in una città che ha tanto bisogno di farsi vedere”.
Con “Cieli dell’arte”, Reggio Calabria prova dunque a raccontarsi anche attraverso la bellezza. Non come ornamento, ma come occasione civile. Un modo per restituire centralità ai luoghi, alla memoria e alla capacità della cultura di generare comunità.
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