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Referendum, Panetta (Pd): ‘Segnale forte dal Paese, basta forzature sulle riforme’

"Adesso è il momento di pensare ad una riforma seria della giustizia" le parole del segretario provinciale del Pd


Dopo il risultato del referendum sulla giustizia, anche il Partito Democratico reggino commenta l’esito del voto. A Piazza Camagna, insieme al senatore Nicola Irto e ad altri rappresentanti locali, è intervenuto il segretario metropolitano Giuseppe Panetta.

“I referendum non sono mai neutri”

Panetta parte da un punto preciso: il valore politico delle consultazioni referendarie.

“I referendum non sono neutri, è una scelta politica, lasciano il segno. La storia lo dimostra, dal referendum sul divorzio del 1974 fino agli ultimi referendum costituzionali, hanno inciso sugli assetti politici generali”.

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“Partecipazione straordinaria, il Paese ha reagito”

Il dato che Panetta evidenzia con più forza è quello dell’affluenza.

“La partecipazione è straordinaria, è il dato che va evidenziato. C’è un Paese che ha dato prova di una grande maturità, ha reagito”.

Secondo il segretario dem, il voto rappresenta una risposta a un metodo contestato.

“Il Paese è stato un po’ calpestato con una modifica costituzionale portata avanti come se fosse un decreto legge. Il Paese ha reagito”.

“Serve rispetto per Parlamento e Costituzione”

Nel suo intervento, Panetta critica apertamente il percorso che ha portato alla riforma.

“I governanti devono cogliere questo segnale: bisogna porre fine a questo metodo di governare, bisogna ascoltare il Parlamento e soprattutto le modifiche costituzionali di questa rilevanza devono avere una grande convergenza”.

Un richiamo anche al ruolo delle maggioranze.

“Non possono essere le maggioranze politiche a determinare il futuro di questo Paese”.

“Ora una riforma seria della giustizia”

Panetta guarda avanti, indicando le priorità.

“È una bella giornata, sperando di ripartire nell’interesse del Paese e pensare a una riforma seria della giustizia”.

Al centro, secondo il segretario metropolitano del Pd, devono esserci i cittadini.

“I cittadini devono stare al centro di una riforma che deve avere la certezza della pena e tempi compatibili con gli interessi economici e sociali”.

Dalla piazza arriva quindi un messaggio politico netto, che va oltre il risultato referendario e apre una nuova fase di confronto sul tema della giustizia.